Sicurezza sul lavoro, arriva la patente a punti per chi lavora nei cantieri: ecco come funziona e le nuove sanzioni

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È arrivata la bozza del nuovo Decreto di attuazione del Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR), che nasce con l’intento di porre un argine agli incidenti sul lavoro che purtroppo continuano a sconvolgere il Paese, rilevandone, su questo tema, ancora una forte fragilità.

La recente morte a Firenze di 5 operai nel cantiere del nuovo centro commerciale Esselunga ci induce ad osservare attentamente le proposte che rappresentano la risposta del Governo in tema di irregolarità degli appalti, lavoro nero e sicurezza.

Il fulcro di quello che, dal prossimo 1° ottobre, potrebbe essere un nuovo corso per la sicurezza sul lavoro in Italia è l’implementazione di una patente a punti per le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri edili, temporanei o mobili.

Se la bozza del PNRR, approdata il 26 febbraio sul tavolo del Consiglio dei Ministri, va in porto, le imprese e i lavoratori autonomi che vogliono operare nei cantieri edili dovranno avere una “patente” rilasciata dall’Ispettorato Nazionale del lavoro.

L’ispettorato rilascia questa particolare patente a chi:

– è regolarmente iscritto alla camera di commercio;

– ha adempiuto a tutti gli obblighi formativi;

– è in possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e del Documento Unico di Regolarità Fiscale (DURF).

Ma in che cosa consiste la patente a punti, che ricorda molto quella per la guida?

Al momento del rilascio, la patente che autorizza a lavorare nei cantieri dovrebbe avere 30 crediti, o punti che dir si voglia: 30 punti è il tesoretto che si deve cercare di conservare e tutelare.

Ad ogni infortunio in cantiere corrisponde un determinato numero di punti che sono decurtati dalla patente; ovviamente, aumentando la gravità della irregolarità, aumentano i crediti sottratti. E qui ci tocca andare al sodo: quanti punti vale un infortunio che provoca la morte? E quanti punti invece una inabilità?

L’incidente mortale prevede una decurtazione di 20 crediti, un incidente che provoca una inabilità, invece, 15.

La bozza del DPRR prevede inoltre che l’impresa o il lavoratore autonomo può continuare a lavorare fino ad un minimo di 15 crediti presenti sulla sua patente; con crediti inferiori a 15 scattano sanzioni amministrative che vanno dai 6000 ai 12000 euro.

Inoltre, in caso di infortuni che determinano la morte o l’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, del lavoratore e della lavoratrice, oltre alle sanzioni amministrative è prevista anche una sospensione, in via cautelativa, fino a un massimo di 12 mesi.

E i punti persi, che fine fanno?

Non sono tolti per sempre: i crediti potranno essere recuperati attraverso la fruizione di corsi sulla sicurezza sul lavoro.

Il Decreto di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede anche un aumento degli ispettori del lavoro e modifiche alle sanzioni.

Dovrebbero essere circa 766 gli ispettori del lavoro in arrivo, 466 assunzioni già programmate e 300 nuove assunzioni per rafforzare la vigilanza sul rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro.

In tema di sanzioni, la Ministra del Lavoro, Marina Calderone, ha evidenziato la necessità di contrastare la somministrazione illecita di manodopera, considerata uno dei reati più comuni negli appalti. Il governo punta infatti a reintrodurre il reato di interposizione illecita di manodopera, che invece nel 2016 era stato depenalizzato.

Un autunno caldo, dunque, per i cantieri edili e chi ci lavora. I sindacati già sono sul piede di guerra, tra quelli che intendono subito proporre al Governo delle modifiche, pur accogliendo con un certo favore le novità proposte, e chi invece parla di strumento assolutamente insufficiente e rilancia una grande mobilitazione.

Franco Marella

(fonte brocardi.it)

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