Capone su report Svimez e Save the children su divario Nord e Sud sulla sanità

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Così la presidente del Consiglio regionale, Loredana Capone,  dopo la presentazione a Roma del Report:

«Il quadro tracciato dal report promosso da Svimez in collaborazione con Save the Children su “Un Paese, due cure”, ancora una volta fa emergere i forti divari tra Nord-Sud nel diritto alla salute. Una fotografia che conferma le nostre preoccupazioni sugli effetti dell’autonomia differenziata per i territori del Mezzogiorno. I dati parlano chiaro, e non è questione di opposizione politica, ma di lucidità di calcoli»
, afferma la Presidente del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone.

«Il report parla di servizi di prevenzione e cura più carenti al Sud, con minore spesa pubblica sanitaria, più lunghe distanze da percorrere per ricevere assistenza, soprattutto per le patologie più gravi – aggiunge Capone – Nel meridione si registrano peggiori condizioni sanitarie e mortalità per tumori più elevata. Che cosa bisogna fare quindi? Prima di tutto aumentare la spesa sanitaria e cambiare i parametri per la ripartizione tra le regioni, dove il criterio di assegnazione deve essere basato sulle condizioni in cui versano i vari territori, aiutando quelli con maggiori disagi. La Regione Puglia fa quel che può nonostante le ridotte risorse rispetto alle altre regioni con gli stessi parametri. Oggi il nostro sistema sanitario può contare su professionisti eccellenti che rischiamo però di perdere a causa dell’autonomia differenziata, perchè questa permetterà ai territori più ricchi di offrire maggiori incentivi alle professionalità. Rischiamo così un’emigrazione di talenti, ma anche maggiore emigrazione sanitaria. Potrà curarsi solo chi potrà permetterselo – dice la Presidente – Il report, inoltre, indica che nel Sud Italia la povertà sanitaria riguarda l’8 per cento dei nuclei familiari, una percentuale doppia rispetto al 4 per cento del Nord-Est. L’autonomia del ministro Roberto Calderoli non farà che accrescere maggiormente questa differenza: il sistema sanitario regionale “autonomo”, che nelle nostre regioni è già fortemente debole, non riuscirà a garantire le cure e servizi soprattutto per le fasce più povere. Questi contenuti, per chi dice che non abbiamo argomentazioni, dovrebbero essere sufficienti per cassare una riforma che non ha altre interpretazioni. È già tutto scritto, nessuno dicesse poi che non lo sapevamo. Purtroppo lo sappiamo già, ma devono saperlo anche le cittadine e cittadini. Per questo invito tutti a partecipare alla manifestazione organizzata il 9 febbraio a Bari alle 17 in Piazza San Ferdinando per contrastare una riforma che spacca il Paese e cancella i diritti sanciti dalla Costituzione»
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