Servizio Pubblico di raccolta rifiuti al mercato di Andria: per l’associazione di categoria è “insufficiente e male organizzato”

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«Come volevasi dimostrare quello che l’Amministrazione comunale di Andria avrebbe voluto far passare come clamore mediatico per mettere in cattiva luce, ancora una volta, il lavoro degli Operatori del mercato di Andria, si è rivelato un boomerang. Una settimana dopo quel clamore di bassa Lega, la situazione è emersa con ancor più chiarezza, semmai ce ne fosse stato bisogno: il servizio di raccolta dei rifiuti, in particolare nel settore alimentare e frutta e verdura, è assolutamente scadente ed inadeguato. Ne sono convinti i commercianti, ai quali viene chiesto il pagamento di cifre assurde, fino a mille euro all’anno per una minima occupazione e per sole 52 giornate, quando dovesse andar bene, e ne sono convinte le Sigle di Rappresentanza ed i Consumatori» – è quanto osserva l’associazione di categoria Fivap-Unionecommercio che evidenzia le carenze del servizio pubblico, al punto da chiedere pubblicamente all’Amministrazione comunale di organizzare al Palazzetto dello Sport «un incontro pubblico con tutti i 540 Operatori del mercato per comunicare cosa stia accadendo all’area mercatale che, evidentemente, qualcuno vuole dimostrare a tutti i costi essere inadeguata mentre a creare quella condizione strumentale sono proprio i politici di Palazzo incapaci di rendere un servizio idoneo e sostenibile».

Da Fivap è il sindacalista Savino Montaruli ad aggiungere: «durante il mercato di lunedì 29 gennaio 2024 ci saremmo aspettati la presa d’atto dell’inadeguatezza di quel servizio pubblico, con un solo cassonetto posizionato nell’area del settore alimentare-ortofrutta, determinando, inevitabilmente, caos e confusione, oltre che l’impossibilità di utilizzare i contenitori per il conferimento. Una situazione aggravata dall’assenza dei servizi igienici, come lamentato dagli Operatori ambulanti e dagli stessi cittadini. Una violazione quindi anche delle minime norme in materia igienico-sanitaria: una violazione addirittura arriverebbe dall’Ente Pubblico che quelle condizioni è chiamato a garantirle. Se da qualche stanza segreta del Palazzo di Governo cittadino fosse in atto una qualche strategia della denigrazione del mercato, dopo il flop del suo trasferimento e i reiterati tentativi di vessare gli operatori portando le tariffe alle stelle per un mercato ridotto ai minimi storici, allora lo dicano chiaramente perché non è e non sarà nostra intenzione restare a guardare coloro che dovrebbero dare risposte ai cittadini invece di autocelebrarsi e compiacersi del nulla».

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