Purgatorio (Presidente Acli Puglia): “appello al buon senso delle istituzioni affinchè non si aumentino le disuguaglianze”

80 Visite

«Siamo molto preoccupati per la riforma dell’autonomia differenziata e per la revisione del PNRR e lo smantellamento dell’agenzia di coesione perchè per il Sud si prevedono tagli di circa 15 miliardi che potrebbero ridurre i servizi soprattutto per le fasce più deboli della nostra regione e aumentare le disuguaglianze invece che superarle». Vincenzo Purgatorio, Presidente Acli Puglia è in linea con la protesta indetta dai sindaci del Mezzogiorno che sono scesi in piazza contro la riforma sul regionalismo spinto, che aumenterebbe le difficoltà socio-economiche delle regioni del Sud Italia, acuendo anche il divario economico con quelle del Nord.

«Con le nostre sentinelle sui territori rappresentati dai Circoli Acli, disseminati in ogni provincia pugliese, cogliamo ogni giorno dai cittadini le difficoltà nel sostenere gli aumenti inarrestabili dei generi di prima necessità, – sottolinea Vincenzo Purgatorio – circa del 20%, soprattutto per coloro che vivono in situazioni di disagio socio economico e pensionati. E se i tagli previsti per il PNRR, per il fondo di sviluppo e coesione e per quello di perequazione, dovessero essere confermati, si creerebbe una frattura ancora più grave tra le classi sociali».

Si rischia la tenuta del sistema Italia e i tagli potrebbero riflettersi su settori vitali: energia, trasporti, sanità e istruzione. Il cosiddetto Fondo di perequazione, che era pari a 4,4 miliardi di euro, è stato prosciugato. Significa che non ci sarà un euro per Regioni e Comuni del sud,  che devono recuperare gap su servizi e infrastrutture rispetto ad altre aree del Paese.

La situazione in Puglia, anche a seguito del taglio del reddito di cittadinanza, è diventata sempre più insostenibile e i poveri per incidenza relativa sarebbero circa 1 milione, mentre i poveri assoluti circa 400mila. E con i tagli previsti la forbice potrebbe allargarsi con l’aumento di cittadini che incontrerebbero maggiori difficoltà economiche. Questo fenomeno potrebbe rappresentare una piaga sociale non più controllabile.

Il Presidente ACLI si sofferma su un’altra grave anomalia italiana:  la mobilità sanitaria che  continua a crescere. Secondo il report della Fondazione Gimbe, nell’anno 2021, oltre 4 mld del fondo sanitario meridionale sono finiti nelle casse delle Regioni del Nord. Ed è questo un elemento che genera ulteriore disuguaglianza, addirittura è un dato in continua crescita ed è una gravissima perdita di finanziamenti per il Sud.

«Noi delle Acli– ha concluso il Presidente delle Acli di Puglia – diciamo di no al regionalismo spinto e facciamo appello al buon senso dei rappresentanti delle istituzioni che hanno maggiori responsabilità affinchè si ponga fine alle disuguaglianze e non si accentuino i divari tra ceti sociali e tra regioni d’Italia, per evitare che le famiglie pugliesi e del Mezzogiorno non si trovino in situazioni di estrema difficoltà e di nuovo disagio sociale».

News dal Network

Promo