Una mostra a Trani per l’uso consapevole dell’acqua (intervista video)

135 Visite

Oltre una mostra pregevole, che racconta un oggetto antico quale è l’annaffiatoio, è un grande progetto culturale.

Venerdì 12 gennaio negli spazi di comunità della Biblioteca è stata inaugurata la mostra “La parsimonia dell’acqua”, curata da Cintya Concari e Roberto Marcatti, dell’Associazione no profit H2O – Milano e realizzata in collaborazione con il ceramista Agostino Branca per Acquedotto Pugliese e il Polo Biblio-museale della Regione Puglia.

Sono intervenuti:

Lucia de Mari, Assessore alle Culture, del Comune di Trani, 

Luigi de Luca, Coordinatore Poli Biblio-Museali della Regione Puglia;

Andrea Roselli, Presidente dell’Ordine degli Architetti della Prov. BAT;

Cintya Concari e Roberto Marcatti, Curatori della mostra, e il ceramista Agostino Branca.

Dopo l’inaugurazione di Tricase, la successiva sosta nel palazzo dell’Acquedotto Pugliese a Bari, il Museo “F. Ribezzo” di Brindisi, il Museo di storia naturale di Foggia, la “Parsimonia dell’Acqua” continua, a Trani, il tour programmato dal Polo Biblio-museale della Regione Puglia – che attivamente partecipa al progetto – nei suoi spazi a Taranto, a Lecce, nella Bat e a Foggia.

Tutti i relatori hanno ribadito  l’urgenza del “tema acqua” nella nostra contemporaneità e la necessità di divulgarlo e condividerlo con un pubblico quanto più ampio possibile.

“Parsimonia” è parola magica, poco amata e poco usata, una ‘virtù’ che ci aiuterebbe a far riparo, se accolta e resa pratica di vita. Serve oggi, nell’immediatezza di un contemporaneo preda di una voracità tutta volta al presente, senza sguardo, senza visione, muto di fronte ai dettati del dover consumare per sopravvivere, per soddisfare desideri senza più orizzonte. Aver parsimonia significa saper preservare e, quale bene ha oggi più bisogno di tutela, di accuratezza, di sobrietà, di una nuova consapevolezza nell’uso se non l’acqua? Basta spreco, basta dissolutezza nel rapporto con i doni della natura.

La mostra rende omaggio all’annaffiatoio – straordinario alleato nelle pratiche di relazione con la terra, con i coltivi, con la natura – e coinvolge un vero e proprio “popolo” di artisti, ventotto, con diverse provenienze e sensibilità. L’oggetto è uno per tutti: una tradizionale terracotta salentina, ognuno l’ha interpretata secondo il proprio sentire creativo, esaltandone la funzione per sollecitare le Comunità e le persone a riconsiderare il loro rapporto con il “bene” più caro ed essenziale alla vita: l’acqua.

Veramente molto belli e creativi i diversi manufatti artistici messi in mostra al secondo piano della biblioteca. Molto interessante il messaggio veicolato: cercare di ridurre i consumi e riutilizzare l’ acqua, un bebè veramente prezioso per cui possono scatenarsi guerre. La mostra continuerà a girare e sarà legata anche a convegni per approfondire il tema.

Non è escluso che venga portato prossimamente nel polo museale di Molfetta, per continuare il viaggio virtuoso. A fine presentazione i più non hanno resistito a provare l’ effetto dell’ annaffiatoio, utilizzato per vaporizzare l’ acqua in maniera delicata sulle piante di tabacco.  Prima dell’ inaugurazione abbiamo intervistato il ceramista salentino Agostino Branca.

Paola Copertino

News dal Network

Promo