Ognuno è il miglior medico di sé stesso

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Negli anni scorsi la Facoltà di Medicina è stata bersagliata da una raffica di ricorsi presentati nei vari Tar, i Tribunali amministrativi, dagli aspiranti medici a cui era andato male il test di ammissione.

Si è cercato di riparare a questa valanga di contenziosi sperando che il rimedio non fosse peggiore del male.

Quest’anno, nel 2024, il consorzio CISIA, preposto alla preparazione dei test d’ingresso, ha estratto il ‘coniglio dal cilindro’ che magicamente risolverà tutti i problemi cagionati dal metodo TOLC degli anni scorsi. O ne creerà di altri?

In novanta minuti, a partire dalle prossime prove, i candidati dovranno rispondere a cinquanta quesiti sulla comprensione di un testo, sulla biologia, sulla chimica, fisica, matematica e, finalmente, sul ragionamento.

Ne avevamo già e ne avremo sempre più bisogno di medici senzienti, capaci di applicare un ragionamento deduttivo dopo aver espresso un’analisi dei sintomi del paziente, aver formulato l’anamnesi, osservata la semeiotica e considerata l’olistica del quadro clinico e, magari, averci anche parlato qualche minuto, tanto per rendersi conto di avere davanti un essere umano e non un semplice numero.

Come l’anno scorso, parteciperanno al ‘contest’ anche gli studenti del quarto anno delle scuole superiori e non ancora diplomati ma, per movimentare la scena normativa, ciò non varrà per tutti gli istituti privati.

Per il Test di Medicina 2024 cambierà il funzionamento: si passa al Quiz sul modello della patente di guida!

Forse, i saggi che stanno approntando il materiale pensano che per veicolare la dottrina d’Ippocrate agli aspiranti medici, così selezionati, e salvare così la salute della popolazione basti cercare i migliori candidati in una schiera di questuanti del questionario!

Infatti, gli studenti superiori che parteciperanno al ‘contest’ avranno quattro possibilità di svolgere le prove, due volte all’anno; incamerare il punteggio migliore che gli è capitato e presentarsi all’immatricolazione della facoltà di Medicina dopo aver conseguito il diploma di maturità.

I più furbi impareranno i quiz predisposti, presenti nella banca dati aperta e pubblica, per sperare d’impadronirsi preventivamente della risposta ad alcune delle domande che saranno poste in sede d’esame.

Tale ampliamento opzionale consentirà di acquisire il tecnicismo adatto al superamento della prova e aiuterà i più dotati di memoria a ricordare le risposte.

Ma questa capacità ci assicura che, tra i più dotati di facoltà mentali riproduttive, ci saranno i migliori ricercatori di domani, i migliori sanitari che cureranno le vecchie e le nuove malattie, compreso quelle di moderna concezione?

Oppure si produrranno degli automi, capaci di ricopiare i protocolli sanitari – magari suggeriti dalla case farmaceutiche, a cui farà senz’altro comodo disporre di bravi medici-esecutori – programmati all’applicazione dell’informazione medico-scientifica e capaci di consultare una tabellina, scorrendo il dito indice umettato, che prescriverà la terapia impostata da qualcun altro?

‘Beneficeremo’ dei rimedi robotizzati corrispondenti alla migliore diagnosi a cui li avrà abilitati un’università facilitata già dalla selezione, sempre che l’elemento umano non confonda pure il rigo di quel quadro sinottico stereotipato!

C’è il rischio che si prescrivano psicofarmaci, destinatati alle crisi allucinatorie, ai pazienti ortopedici con la distorsione dell’alluce!

La prossima sessione di test è prevista per marzo 2024 e la successiva per fine aprile o, più verosimilmente, per l’inizio di maggio.

Chi proviene da corsi di laurea nell’ambito sanitario come Biotecnologie, Farmacia, Scienze biologiche, Chimica e Veterinaria potrà immatricolarsi a Medicina senza dover superare il test per essersi formato, almeno, una forma mentis tematica che non somigli alla memorizzazione di segnali stradali e al funzionamento del motore a scoppio, come avviene per l’analogo conseguimento della licenza di guida dei veicoli, a cui si spera si discosti un poco questa nuova forma di arruolamento.

È pur vero che, dopo il test, i candidati dovranno sottoporsi a ben altri esami epistemologici, prima di avere accesso alla pratica medica, ma se ‘il buongiorno si vede dal mattino’, si prevedono future tempeste.

Una curiosità: il voto di maturità non influisce sulle procedure di ammissione all’università, che si basano sul superamento di un concorso pubblico quando il corso di laurea è a numero chiuso.

Il MUR sta predisponendo così uno scenario di probabile impreparazione per i futuri medici, trasformati in esecutori tabellari simili ad automi, assunti come ‘bracci armati’ dei protocolli dell’OMS.

L’adagio popolare: “Ognuno è il miglior medico di sé stesso” ora assume un tragico significato premonitore.

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