Il 110%: ma il contribuente da chi è difeso?

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In Italia qualche anno fa è stata emessa una legge che permette a chi ha timore dei terremoti e possiede un immobile di dotarlo di una struttura antisismica. Similmente è prevista per la dotazione energetica. Detta così sembra cosa buona e viene da chiedersi come mai non è stata pensata prima?? Per realizzare tale politica lo stato offre di pagare gli interventi necessari con i soldi del contribuente non al 50-60-70% (che sono già percentuali spropositate) dell’investimento ma nientepopodimeno che il 110%. Cioè lo stato ti da di più di quello che ti  costa; siccome poi gli interventi possono coinvolgere l’intero edificio si arriva a finanziare anche la sua demolizione e la ricostruzione. Messa così la cosa cambia molto e ci si potrebbe chiedere come mai lo stato paga la costruzione di un edificio nuovo senza esserne il proprietario? Ma il genio italico va oltre e così assistiamo ad alcuni nostri imprenditori edili che acquistano un edificio e lo demoliscono (sempre a spese del contribuente), lo ricostruiscono con tutti i crismi previsti dalla legge (almeno lo vogliamo credere) e lo vendono per quello che è cioè un edificio interamente nuovo lucrando su di una ristrutturazione (o, meglio, riedificazione) che non hanno pagato. Naturalmente se si fa una cosa del genere il massimo è farlo al centro di una città come Bari, Napoli, Milano,… qualche gonzo così acquista -pensando di fare un buon affare- appartamenti centralissimi, nuovissimi, confortevolissimi non volendo pensare al fatto che è stato pagato dal contribuente una prima volta e adesso da lui… che pensa di essere il furbo..che ne beneficia. Il tutto mentre esiste una carenza di edifici da dedicare alla edilizia residenziale popolare…

 

È un pazzia? Si è il frutto “normale” del populismo di certa sinistra ispirata dalle fantasie pentastellate. È un po’ come quelle due teste vuote che pensano di mettersi assieme per fondare una scuola!!!

 

Forse uno stato che finanzia interamente un edificio di lusso avrebbe potuto vincolarne l’uso per scopi sociali; o forse qualcuno avrebbe potuto eccepire che non si possono mettere le mani sui soldi dei contribuenti per favorire i palazzinari; forse si sarebbe potuto rilevare che il nuovo edificio avrebbe avuto un valore moto più alto del vecchio originando un indebito arricchimento anche se legalmente consentito; e il nuovo acquirente che sa la provenienza di questi edifici ristrutturati per non dire riedificati a spese dello stato è o non è corresponsabile del comportamento del palazzinaro che ha voluto lucrare in modo così scoperto della legge errata? cioè è vero che una legge nuova abroga automaticamente quella vecchia contraria ad essa secondo l’antico brocardo latino “prior in tempore potior in jure”, ma è anche vero che la nuova non può andare contro i dettami fondativi del diritto…e se lo fa non ha valore di legge, come è il caso nostro.

E se qualcuno rileva che così si è rilanciata l’edilizia rispondiamo che lo si sarebbe dovuto fare riducendo tasse e burocrazia che sono anche quelle contro ogni ragionevolezza e correttezza.

 

Ma l’avvocato del contribuente e che lo difenda da tali ruberie “legali” chi è? le Associazioni dei consumatori? la Corte dei Conti? E se non c’è che democrazia è mai questa?

 

CANIO TRIONE

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