Che cos’è il vero “long covid”

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Secondo l’Istuituto Superiore di Sanità, il “long covid” è “un mancato recupero completo, con lo sviluppo di un’ampia gamma di danni a lungo termine su organi del sistema respiratorio, cardiovascolare, nervoso, gastrointestinale, ematologico, endocrino, dell’apparato otorinolaringoiatrico, sulla cute e sui reni.” Praticamente, secondo la medicina ufficiale, i postumi del covid si possono estendere per molti mesi dopo l’insorgere dell’infezione.

Ora, qui non vogliamo aprire una discussione sul “covid che esiste o non esiste”. Questa l’abbiamo già fatta, e ognuno è rimasto della sua opinione. Qui vorrei suggerire invece che esiste anche un covid diverso, di tipo psicologico, che estende le sue nefaste conseguenze fino ai giorni nostri.

Questo long covid si chiama “paura”.

 

Secondo un sondaggio pubblicato dalla Verità, ancora oggi il 59% degli italiani vorrebbe l’obbligo di mascherina nei mezzi pubblici, il 56% vorrebbe il divieto di uscire di casa per chi ha il covid, il 51% vorrebbe la vaccinazione obbligatoria per anziani e fragili, e il 19% vorrebbe addirittura la vaccinazione obbligatoria per tutti.

Questo significa che la maggioranza della popolazione è stata talmente traumatizzata – in modo subliminale – dalla paura del covid, che ancora oggi non riesce a razionalizzare il fatto che la mascherina non serva a nulla, e che le cosiddette “vaccinazioni” contro il covid siano assolutamente inefficaci. (Questo per non parlar dei rischi che comportano per chi le fa, soprattutto in dosi multiple).

Eccolo qua, il vero effetto a lungo termine dell’ “operazione covid”: l’aver instillato nella popolazione una tale paura per una malattia relativamente poco pericolosa da essere incapace, ancora oggi, di ragionare su quanto è successo, e su tutte le bugie che ci sono state raccontate.

L’ “esperimento covid” quindi è riuscito, e chi l’ha messo in atto sa che potrà riprovarci in futuro.

C’è però, almeno una piccola consolazione: se è vero che c’è quasi un 60% di italiani che hanno perso la capacità di ragionare, questo significa che quelli che hanno capito come stanno le cose sono più del 40%. E’ sempre una cifra minoritaria, ma è comunque maggiore di quella che avevamo durante il covid: al tempo, i sani di mente non superavano il 10% per cento, ora sono quasi la metà.

Si può quindi continuare a sperare che aumentino, anche grazie al lavoro di tutti noi.

Massimo Mazzucco

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