Sanità, il Dottor Desai scrive alla premier Meloni: «Aiutare il Servizio Sanitario e la medicina d’emergenza-urgenza»

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Un aiuto che dovrebbe essere dato da tempo e che fino a questo momento è mancato. Arriva l’ennesima richiesta d’aiuto dal campo della sanità, questa volta giunge direttamente da un giovane medico dell’istituto clinico Humanitas di Milano. Il dottor Antonio Desai di Bisceglie chiede il sostengo del governo, sollevando degli interrogativi importanti su diversi disagi che la professione sanitaria presenta. Uno dei più importanti riguarda la scelta della professione: «Turni massacranti, continue vessazioni da parte dell’utenza, impossibilità a svolgere attività libero-professionale e altre criticità non sono certo motivi che spingono a scegliere di intraprendere questa professione».

Oltre ai problemi di natura pratica della professione, il dottor Desai esprime anche il suo scetticismo sull’aspetto economico: «A livello di retribuzione è tra i lavori meno pagati, nonostante le ore e gli orari di lavoro (come già detto) sono ingenti». Pur sapendo che l’assenza di fondi impedisce l’aiuto di cui necessiterebbero la categoria dei medici, allora il dottor Desai chiede alla premier, nella sua lettera, di cessare o almeno ridurre (dal 43% al 15%) la tassazione per i medici. Il fattore economico non è sicuramente la risposta (o meglio l’unica) alla risoluzione della carenza di personale sanitario, ma sarebbe un elemento che si aggiungerebbe alla passione che molti dottori mettono ogni giorno nel proprio lavoro. 

LUIGI GIANNELLI

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