FEDEZ & FERRAGNI, SIMBOLI DELL’OGGI

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Dev’essere che Fedez ha bevuto troppi like. Dev’essere che la logica dello

“uno uguale uno” è entrata come un virus nella pancia di tanti. Dev’essere che i ruoli non si sa più cosa siano e tracimare sostituisce il calcio come sport nazionale. Dev’essere che ciascuno di noi si reputa uomo per tutte le stagioni e per tutti i temi. Dev’essere che non si sa più distinguere la cultura, la capacità, le attitudini. Dev’essere che l’essere saturi di diritti senza conoscere i corrispondenti doveri impoverisca le menti ….

Se esiste un timbro sempre e in ogni situazione, ebbene, il timbro dell’attuale scenario socio economico si chiama “confusione”; non ci si raccapezza più nemmeno per fare un semplicissimo discorso perché si divaga senza meta e senza costrutto. La fatica di prestare attenzione e focalizzare i concetti è immane. Ci si sofferma solo sulle stupidità che distraggono.

Ma, ecco l’antefatto che ha provocato un terremoto.

L’Antitrust ha multato, per oltre € 1 mln,  le società Fenice e Tbs Crew di  Chiara Ferragni e, per € 420.000, la società Balocco.

Motivo? Pratica commerciale scorretta.

E’ successo, infatti, che Ferragni e Balocco hanno messo in commercio un pandoro “griffato” (pandoro Balocco e griffe Ferragni), con il nome di Pink Christmas, al prezzo di € 9 invece di € 3,70: € 5,30 in più.

Il sovrapprezzo era dovuto alla “firma” della Ferragni arricchita, però, dalla promessa di un contributo di beneficenza all’Ospedale Regina Margherita di Torino.  

Tutto lecito, eccetto che non c’è alcuna traccia di questo contributo di beneficenza.

Quindi, falsa pubblicità, pratica commerciale scorretta, multa salata.

In verità Balocco aveva effettuato all’ospedale una donazione spontanea di

€ 50.000, ma che non aveva nulla ha che fare con l’iniziatica commerciale in esame perché effettuata in tempi non sospetti, mesi prima.

Il panettone “griffato” ha incassato ben oltre € 2 mln.

Questo è un esempio di confusione in questa società: un miscuglio di buonismo, di ostentazione di sentimenti, di solidarietà, di comprensione, di pietà, di amorevolezza, di risveglio delle emozioni … insomma una palude di bontà pelosa ai fini di triviali benefici economici.

Siamo alle solite: i VIP, ricchi di soldi e di like, nel prendere in giro la gente, mostrano con ciò quale giudizio abbiano della gente.

Sembra lo stesso giudizio che la “politica di relazione” ha della gente: un gregge di pecore utile solo quando, docilmente, porta il voto.

 

Non a caso, il Fedez cantante, ma anche influencer e politico del dissenso dal palco di piazza San Giovanni,  imprenditore della comunicazione e commerciante da social, moralizzatore in vacanza e solo verso terzi, si diverte e fa soldi con una platea che ha come struttura mentale il culto della personalità.

Alla notizia della iniziativa dell’Antitrust, il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) ha reagito sdegnato  annunciando “un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia affinché valutino l’apertura di una indagine per possibili profili penali … possibile reato di truffa aggravata, con la richiesta di porre sotto sequestro i conti delle sue società a tutela delle azioni di rivalsa da parte dei consumatori che hanno acquistato il pandoro griffato”.

Un terremoto sociale che è stato ripreso, come esempio, dalla premier Giorgia Meloni, nel suo comizio a Atreju, quando ha trattato il tema dello stato della società civile: “Il vero modello da seguire non sono gli influencer che fanno soldi a palate … facendo credere che si farà beneficienza …. Il vero modello da seguire è quello di chi quelle eccellenze le inventa, le disegna e che produce tenendo testa a tutti nel mercato globale …. E ai giovani bisogna spiegare che crearli quei prodotti è più straordinario che limitarsi a mostrarli”.

E’ una sollecitazione a cambiare passo, se vogliamo la crescita economica e lo sviluppo sociale.

Se Giorgia Meloni ha fatto il premier stimolando il Paese e i giovani, non si capisce in che veste abbiano reagito la Ferragni e il Fedez che hanno parlato dall’Olimpo dove pensano di stare seduti.  

La influencer Ferragni (qualche “influenzato” dovrebbe spiegare, solo per capire noi, a cosa debba tale sudditanza) ha risposto alle accuse elencando le proprie benemerenze, nel patetico tentativo, peraltro usato da tanti, di usare la tecnica della distrazione di massa.  

Quello che si è capito è che impugnerà la sentenza. E Fedez rincara avvertendo che Chiara non ha l’immunità come Santanché.

Un delirio. C’è scorrettezza, c’è sanzione! Questi sarebbero gli “influencer”?

Ci vien da pensare che, per ogni influencer, c’è una truppa di influenzati cui va, a rigore, somministrato un vaccino!

Infatti, Fedez si scatena: “rimango abbastanza perplesso che si metta in discussione tutto ciò che ho fatto nel mondo della charity”.

Charity, giusto in inglese. Ma non sembra che Meloni abbia fatto questo.

Ma, poi, Fedez insiste nel delirio: “La presidente del Consiglio avrà parlato della disoccupazione giovanile? Della manovra finanziaria che stanno facendo con il culo e che non hanno ancora finito? Della pressione fiscale del Paese? No. Ha deciso di dire che bisogna diffidare dalle persone che lavorano sul web. Questa è la priorità del nostro presidente del Consiglio”.  

E, ancora, a seguire, l’elenco delle  benemerenze di coppia, prima durante e dopo la pandemia; addirittura fatte al posto dello Stato.

Non abbiamo voglia di andare a scavare per non avere qualche delusione.

Ma, influencer o no, è nostra convinzione che un persona ha solo una ricchezza reale: la credibilità.

ANTONIO VOX

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