LO SCETTICISMO PATOLOGICO

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“Non ci credo neanche se fosse vero”, è il pensiero che alberga ormai nelle menti di tanti fra noi, a cui è stato anestetizzato non solo il cervello. Così come stiamo combinati, nemmeno da morti penseremmo di esserlo!

Eppure incalzano, nel silenzio totale della informazione ufficiale, asservita al potere, i mestatori che continuano   a   negarci notizie importanti sulle decisioni che stanno per assumere a Ginevra, sede della O.M.S. Se non viene recepito dalla popolazione il pericolo che incombe su tutti noi in seguito alle modifiche che vogliono apportare al Piano Pandemico e al Regolamento Sanitario Internazionale, saremo completamente sottomessi dalla dittatura sanitaria voluta dalla Big Pharma e dai suoi accoliti, tutti soci del   Covid Club.

Certo gli esperti amministratori della cosa pubblica, sostenuti dalla arroganza del potere, continuano a somministrarci notizie rassicuranti, ma questo termine più volte pronunciato, ormai svalutato, ha assunto il significato di una sonora presa in giro, peggio del suo contrario! Buona parte della popolazione, anche se dormiente, ha capito che sono venuti meno tutti i riferimenti di uno Stato che è schierato contro i cittadini.

Eppure persino le amebe, protozoi spesso additati come massima espressione di comportamento parassitario, abituati a vivere una esistenza solitaria nel terreno, alla ricerca di nutrimento, hanno imparato, nei periodi di magra, quando le sostanze nutritive a disposizione nell’ambiente diminuiscono,  ad unirsi e formare un grande organismo pluricellulare. Il segnale che lanciano attraverso l’AMP (adenosinmonofosfato) induce la comunità di cellule più anziane a condividere il DNA e a creare una nuova generazione di spore inattive che entreranno in ibernazione, in attesa di nuovo cibo.

Questi organismi unicellulari, hanno imparato ad unirsi in raggruppamenti, quando condividono la consapevolezza e coordinano il loro comportamento attraverso un messaggero. Un piccolo esempio, di grande significato che mostra l’attività evoluta assunta   dal comportamento delle loro azioni. L’essere umano, composto da trilioni di cellule perché non riesce a compiere quello che fa una singola unità cellulare? Anche l’uomo ha dovuto imparare ad utilizzare le molecole segnale di coordinazione per affrontare momenti difficili. Poi, con la così detta evoluzione, le cellule specializzate nell’inviare segnali di aggregazione, si sono costituite in rete nervosa con un processore centralizzato di informazioni: il cervello.

La cellula non può comportarsi come una unità indipendente che fa ciò che vuole, quindi ogni cellula deve affidarsi alle sagge decisioni della propria autorità di consapevolezza. Il cervello, deputato al controlla del comportamento del corpo. Sorge quindi spontanea una riflessione: come è possibile che organismi unicellulari abbiano imparato ad assumere comportamenti responsabili e intelligenti avvalendosi di pochissimo materiale elaborativo, mentre l’uomo, ricco di una infinità di cellule, langue in un lago di atipica stupida letargia? Ma anche quando dice di essere sveglio è come se non lo fosse, colpito da afasia ma anche di incredulità. Ha perso le capacità critiche, l’obiettività analitica, la giusta dose di saggezza in grado di consentire una valutazione attenta degli avvenimenti. Tanto da negarne l’esistenza.

Dovremmo anche noi, come fanno le amebe, ibernare i nostri figli in attesa di tempi migliori? Purtroppo a questo  ci stanno già pensando quelli del Covid Club, non per recuperare tempi migliori, ma per soggiogare l’intera umanità. 

UGO LOMBARDI

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