Lucia è diventata potentissima

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Immaginiamo, per mero esercizio di fantasia, che ci sia un’agenzia in una sperduta parte del mondo (ma non troppo), che stampi i soldi e ne produca quanti gliene servano.

Anzi, quanti ne servono ai miliardi di persone a cui li presta ricavandone il relativo credito.

Non lo fa materialmente, ma orienta le dinamiche di ‘Stati senza il territorio’ che possiedono bilanci finanziari decuplicati rispetto a quelli degli Stati, come l’Italia.

Il credito è alla base dell’economia e, per esempio, in Italia nove aziende su dieci lavorano a credito, prendendo in prestito il denaro dalle banche, investendolo con intelligenza e con quell’abilità, tutta italiana, che costituisce la media e la piccola industria della nostra penisola.

Quelle cellule industriose sono i gangli nervosi del sistema neuro-economico italiano che funzionano bene perché, al vertice, comanda il titolare stesso, con modalità da ‘azienda familiare’.

Anzi, quando non è impegnato in poche ore di sonno giornaliere o a comandare, il ‘padrone’ è il primo ad arrivare sul lavoro per controllare le catene produttive. Mangia a pranzo mentre verifica le fatture e rimane la sera tardi per smistare gli ordini in ingresso e in uscita.

Questo modello ci ha fatto uscire dalla guerra e, da malconci che eravamo, ha investito una parte del piano Marshall per produrre ricchezza e darla al Paese.

Del suddetto piano statunitense ne riparliamo anche dopo essere ritornati a parlare di banche.

Queste emettono denaro e, per ogni dollaro, anzi per ogni euro prestato, creano una ‘cambiale’ che le vede titolari di un impiego di pari importo di cui sono creditrici.

Marshall ideò un piano per comprare la colonizzazione della nostra penisola.

Ebbero la pensata machiavellica di impiegare la mafia, a cominciare dallo sbarco di Anzio, che li aiutò a renderci una colonia americana sfociando nel Trattato di Parigi, realizzato nel biennio ’46-’47.

Per seguire e manovrare la mafia c’era bisogno di un’apposita agenzia di Intelligence che si è man-mano fatta sempre più potente e che fa capo ad una signora che si chiama Lucia.

Si dice che essa svolga anche tante altre attività, decisamente segrete e che, per rimanere nascosta, impieghi lo pseudonimo Cia, che pare essere un diminutivo usato in famiglia.

La stiamo cercando per chiederle conto di certi affari che riguardano anche noi, ma conduce una vita molto riservata. Segreta. C’è, ma non si vede.

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