Appalti manipolati, l’ex numero uno di Asset: “Estraneo ai fatti”

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«Chiarirò agli inquirenti di essere estraneo ai fatti contestati e chiederò al più presto la revoca del provvedimento interdittivo» – così l’ex numero uno di Asset – attualmente indagato nell’inchiesta della Gdf barese e della Procura sugli appalti manipolati relativi al dissesto idrogeologico – si difende dalle accuse.

Stando a quanto si apprende, nell’inchiesta sono indagate in tutto 23 persone, tre delle quali finite in carcere un imprenditore, la figlia ed un dirigente. All’ex di Asset è scattata l’interdizione dai pubblici uffici per un anno come per altri cinque indagati tra i quali un funzionario regionale. L’uomo – all’epoca dei fatti – era commissario straordinario per il dissesto idrogeologico della Regione Puglia e gli appalti contestati dai pm della procura barese riguardano proprio questo comparto.

Secondo l’impianto accusatorio, l’ex di Asset avrebbe incontrato l’imprenditore – che avrebbe gestito la fitta rete della gestione di appalti pagando tangenti anche cospicue per manipolarli e ottenerli e per far partecipare imprese senza requisiti – tramite l’intermediazione dell’altro, in almeno quattro occasioni tra Roma e Bari in concomitanza con lo svolgimento delle gare d’appalto. Secondo l’intermediario, l’ex di Asset si sarebbe letteralmente innamorato dell’uomo dopo un primo incontro al Circolo della vela di Bari. A destare l’attenzione degli uomini della guardia di finanza alle prese con le numerose intercettazioni in cui le tangenti venivano chiamare “caramelle”, “polizze”, “ossigeno” e “polli”, la spregiudicatezza con la quale l’imprenditore di Lucera parlava al telefono o con la sua segretaria o annotava le cifre sul suo taccuino. “Episodi inquietanti”, li ha definiti il procuratore aggiunto che ha guidato il pool composto da due pm.
(fonte e foto: antennasud)

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