Asl Bat, Azione: “292mila euro annui, per 20 dipartimenti nel 2022 e 2023 violando il regolamento”

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Dichiarazione del Consigliere e commissario regionale di Azione Fabiano Amati, e dei Consiglieri regionali Sergio Clemente e Ruggiero Mennea, capogruppo:

«Dipartimenti terza puntata: Bat. I dipartimenti in attività per la Asl di Bat nel 2022 e nel 2023 sono 20, per un costo annuo di euro 292mila a titolo d’indennità ai rispettivi direttori, con due di questi non assegnati.

Un numero addirittura maggiore rispetto a quello pur esagerato di Asl più grandi, con due che fanno la stessa cosa ma denominati in modo diverso, ossia staff di direzione e attività operative.

Allo stato non risultano pervenuti i resoconti delle attività e degli obiettivi raggiunti di tutti i dipartimenti, i verbali di tutte le riunioni mensili effettuate e gli atti di attribuzione negoziata degli obiettivi.

Si specifica che nel 2022 i 18 Direttori di dipartimento sono stati indennizzati con 16.259 euro annui ciascuno, compresi i 3 dipartimenti obbligatori, mentre 2 direzioni non hanno fatto registrare oneri per la mancata nomina dei direttori. Il dato di spesa è confermato anche nel 2023, e riguarda 18 direttori su 20, sempre per la mancata nomina di due direttori.

Circa la tipologia funzionale dei 20 dipartimenti, essi sono così organizzati: intensiva ed emergenza; cardiologico; chirurgico-traumatologico; riabilitazione; prevenzione; direzioni ospedaliere; distretti socio-sanitari; immunotrasfusionale; farmaceutico; immagini e diagnosi; materno-infantile; medicospecialistico; neurosensoriale; oncologico; salute mentale e dipendenze patologiche; staff di direzione; attività operative; direzione amministrativa; chirurgia urologica (interaziendale); rete nefrologica-dialitica-trapiantologica (interaziendale).

Ci pare di poter dire, infine, la eccessiva e disfunzionale quantità dei 20 dipartimenti, da ridurre ai tre previsti di norma, dalla legge nazionale, con ampliamento – considerata la dimensione territoriale molto piccola della Asl Bat – a non più di qualche ulteriore dipartimento per macro-aree disciplinari.

E non si dica, come pure è stato detto per altre Asl, che il numero eccessivo dipende dall’organizzazione complessa, poiché altre Asl italiane o della stessa Puglia, con complessità decisamente superiore, risultano avere un numero di dipartimenti inferiori. Prima di parlare, dunque, bisogna considerare i numeri e non entrare in polemica con la decisione della Giunta regionale di avviare un’attività ispettiva sull’argomento, finalizzata a razionalizzare un fenomeno, quello dei dipartimenti, abbastanza fuori controllo».

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