Pesca, Pagliaro: “Paradosso il fermo fino al 4 ottobre”

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Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani.

«Dal 4 settembre al 4 ottobre vige il fermo pesca del Masaf (il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) per il compartimento marittimo da Brindisi a Reggio Calabria. Per un mese, dunque, stop alle attività di pesca nelle acque salentine di Brindisi, Lecce e Taranto. Il paradosso è che il divieto, rispettato dai pescatori locali, viene del tutto ignorato dai pescherecci che arrivano dalla Sicilia e che, con l’uso del cianciolo, fanno razzia di tonnellate di pesce depredando i nostri mari. Lo denuncio già da due anni e torno a lanciare l’allarme, per la sopravvivenza di un patrimonio sempre più fragile e del comparto pesca locale che si sforza di operare rispettando ritmi sostenibili e che invece rimane a reti vuote, inerme di fronte a questa invasione. 

Una soluzione per arginarla c’è, e l’ho indicata nella mia mozione presentata ad ottobre dell’anno scorso: delimitare delle zone cuscinetto nelle acque del Salento e della Puglia, in corrispondenza delle secche tra i 20 e i 40 metri di profondità dove i pesci si concentrano per riprodursi, e vietare lo stazionamento delle motonavi da pesca per impedire che interi banchi di pesce possano essere localizzati e trascinati al largo con l’uso di luci e sonar, per poi essere messi in trappola con il cianciolo in una sola retata. È da due anni che mi batto per fermare la mattanza compiuta nei nostri mari dai pescatori siciliani. Ad ottobre 2021 partecipai alla manifestazione di protesta dei nostri pescatori a Leuca e presentai un’interrogazione urgente per sollecitare l’assessore Pentassuglia a difenderli, rimandando a casa le imbarcazioni di fuori regione che si piazzano a profondità inferiori a quelle consentite per legge, e fanno strage di pesci.

Una pratica sleale che ho contrastato per tutta l’estate scorsa, denunciando questo saccheggio, al fianco dei pescatori salentini e con la collaborazione delle capitanerie di porto, tanto da costringere i barconi siciliani a battere in ritirata. 

La mia mozione, dopo quasi un anno, non è stata ancora discussa in consiglio regionale ma ho chiesto che venga portata in aula nella prima seduta utile. È un impegno che chiedo alla Regione perché rientra fra le sue competenze, e sollecito atti concreti da parte dell’assessore alla pesca. Presenterò anche una proposta di legge, sul modello di quella approvata dalla Regione Calabria per la protezione e l’incremento della fauna ittica. E stiamo organizzando una nuova mobilitazione per dire giù le mani dal nostro mare! Non permetteremo che continui ad essere saccheggiato».

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