Minniti (Confedercontribuenti): “Caro scuola, un salasso per le famiglie”

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Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato il riepilogo del calendario scolastico ufficiale. Ricordiamo che mentre l’ordinanza ministeriale si occupa delle festività comuni a tutte le istituzioni scolastiche e delle date legate agli esami, sono le singole Regioni a determinare l’avvio e la conclusione delle lezioni. Lombardia apre le danze con un avvio anticipato al 12 settembre, seguita da Piemonte e Valle d’Aosta l’11 settembre. Provincia di Trento segue lo stesso calendario del Piemonte, mentre la Provincia di Bolzano si distingue con un inizio lezioni ancor più precoce, il 5 settembre. La maggior parte delle Regioni, tra cui Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Sicilia, Umbria e Veneto, ha fissato l’inizio per il 13 settembre. Alcune regioni, come Calabria, Liguria, Molise, Puglia e Sardegna, inizieranno il 14 settembre. Infine, Emilia-Romagna, Lazio e Toscana danno il via alle lezioni il 15 settembre.

Circa sette milioni di studenti,  dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori, faranno ingresso nelle loro aule.

Un momento di gioia per i genitori?

Ettore Minniti di Confedercontribuenti: “Mica tanto, sarà un salasso economico che si aggiunge agli aumenti autunnali: luce, gas, carburanti, tasse comunali e regionali, e tanti altri balzelli. Ogni famiglia spenderà più di 1200 euro per ogni figlio. Questo porterà inevitabilmente ad una dispersione scolastica, soprattutto nelle città del Sud!”.

“L’auspicio, in un momento così difficile per la nostra società con violenze, bullismo, soprusi, perdita di valori morali ed etici”, dice Minniti, “che la scuola torni ad essere luogo di aggregazione sociale e riprenda la sua primaria funzione per la formazione culturale e scientifica delle future generazioni”.

Purtroppo, la scuola, così come la sanità, la giustizia, la sicurezza, il welfare, scontano tante criticità non sempre sanate dalla politica: mancanza di docenti e di aule sicure. Le varie riforme scolastiche (troppe) sono frutto solo di provvedimenti volte al risparmio economico.

Abbiamo docenti pochi motivati sia sotto il profilo economico sia sotto quello giuridico. Oggi fare l’insegnante è poco socialmente attrattivo. Troppi conflitti sia con gli studenti che con i genitori, i quali pensano che il proprio figlio sia il migliore della classe, non deve essere rimproverato e non deve avere voti negativi.

«Un aumento ingiustificabile del 15% circa rispetto all’anno precedente. Uno zainetto può costare anche 200 euro quello non di marca, oltre 1200 quello noto, firmato. Sarebbe auspicabile che il governo, in questa finanziaria metta mano al comparto scuola/famiglia magari cercando di calmiera il settore e intervenendo energicamente sui listini dei libri di testo, oramai fuori controllo perché aumentano ogni anno, in maniera vergognosa, senza che nessuno freni questo malcostume, che incide negativamente sui contribuenti!»
, conclude Minniti

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