In pizzeria rifiutano l’ingresso ad una famiglia con prole: i bambini infastidiscono. Ma è legale?

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E’ una bizzarria, preferisco addolcire la pillola, di alcuni ristoratori che per tenere tranquillo il loro locale dal vocio e frastuono dei bambini ne impediscono l’accesso. Ma si può? Una nuova tendenza che alcuni ristoratori impongono è il child free. E’ di pochi giorni fa l’ennesimo scempio sociale. Una famiglia di quattro persone: padre, madre e due bambini di 4 e 6 anni volevano gustare una pizza a Ladispoli (Roma) ma si sono trovati di fronte ad un secco rifiuto da parte del gestore della pizzeria che non ne ha voluto sentire ragioni: “il locale per voi è off limits”. La motivazione? I bambini non potevano entrare perché avrebbero disturbato la quiete del locale.

Per ristorante child free, come il termine stesso spiega, si intende un ristorante in cui non è consentito l’accesso ai bambini. In genere, ciò è motivato con l’esigenza di assicurare tranquillità nel locale ai commensali. Una vera meschinità.

Se essere circondati solo da adulti, però, può rappresentare un vantaggio per chi non ha bambini al seguito, è evidente che una tale pratica è limitante per quelle famiglie che vogliono cenare tutti insieme, o anche per quei genitori che non hanno la possibilità di lasciare i figli a casa.

Ci si chiede, quindi, se sia legale negare l’accesso ai bambini in un locale. Ebbene, la risposta è no. Difatti, tale tendenza, nata in America e poi espansasi anche in Europa, non è legittima secondo la normativa del nostro paese, dove non è possibile operare discriminazioni del genere in base all’età anagrafica.

In particolare, entra in gioco il Regio Decreto n. 635 del 6 maggio 1940, ossia il regolamento per l’esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS). Il r.d. n. 635 del 1940, all’art. 187, prevede che “salvo quanto dispongono gli art.689 e 691 del Codice penale, gli esercenti non possono, senza un legittimo motivo, rifiutare le prestazioni del proprio esercizio a chiunque le domandi e ne corrisponda il prezzo.”

L’art.691 del Codice Penale vieta di servire alcolici a minori o soggetti che appaiano affetti da malattia di mente o in condizioni di deficienza psichica, mentre l’art.691 del Codice Penale, invece, prevede il divieto di somministrare bevande a chi si trova in stato di manifesta ubriachezza.

Al di fuori di queste ipotesi, quindi, gli esercenti possono rifiutare le proprie prestazioni a chi paghi per queste solo se vi è un legittimo motivo. Di sicuro, l’ingresso ad un locale non può essere vietato sulla base di età, sesso o etnia, in quanto risulterebbe discriminatorio. Al contrario, è evidente che possa ricorrere un legittimo motivo laddove occorre tutelare un altro interesse pubblico, quali l’ordine pubblico o la quiete pubblica.

Ai bambini, quindi, non può essere negato a priori l’accesso ad un locale, ma è possibile allontanarli nel caso arrechino un disturbo tale da non essere tollerabili dai terzi. Parimenti, è possibile allontanare qualcuno da un locale quando si comporti in modo tale da arrecare un pericolo.

Ma cosa rischia il titolare di un locale che nega l’accesso ai bambini senza legittimo motivo, in violazione di quanto disposto dall’art. 187 del r.d. n.635 del 1940? L’esercente rischia una multa, anche salata, in quanto gli potrà essere comminata una sanzione amministrativa dagli euro 516 agli euro 3098.

Alla luce della normativa analizzata, quindi, non può essere impedito l’accesso ai bambini in pizzeria e, sebbene diversi ristoranti adottino tale pratica, adesso sapete che ciò non è legale, e che l’esercente può essere sanzionato se viola le disposizioni di legge.

Vorrei conoscere i gestori di questi locali che impediscono l’ingresso ai bambini e alle loro famiglie, vorrei dire a questi signori che l’eleganza di una famiglia con figli è sinonimo di amore, sacrificio, di scelte coraggiose (al giorno d’oggi poi) di bontà, posto che tra le altre cose, dove si vedono famiglie nella stragrande maggior parte dei casi è un ottimo locale. Poi vorrei conoscere gli “adulti” che scelgono i locali child free per dire loro che sono poveri e dannosi alla società.

Infine vorrei dire quattro paroline a quei genitori che non educano i propri figli a rispettare le regole: fareste meglio a restare a casa perché anche voi siete causa del problema.

Ma guarda che razza di individui.

Franco Marella

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