Acquedotto Pugliese, il percorso di evoluzione societaria

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La Giunta regionale ha ratificato gli indirizzi in merito alla realizzazione del cammino di evoluzione societaria dell’Acquedotto Pugliese spa. 

Società interamente partecipata dalla Regione Puglia  che gestisce il ciclo integrato dell’acqua tramite concessione. Quest’ultima scade il 31 dicembre 2025.

Acquedotto Pugliese governa il servizio idrico in tutti i Comuni della Puglia, servizi idrici in dodici Comuni della Campania, il sistema di grande adduzione interregionale delle risorse idriche provenienti dalla Campania e dalla Basilicata.

Al termine della concessione l’Ente Ambito Puglia, Autorità Idrica Pugliese e l’omologo Ente idrico campano dovranno individuare il nuovo soggetto cui assegnare il Servizio idrico integrato.

Le strutture e gli impianti a carattere interregionale attualmente gestite da Acquedotto Pugliese saranno consegnati all’amministratore subentrante che verrà scelto con procedimento normativo nazionale in capo all’Autorità competente.

Pertanto i vertici di Acquedotto Pugliese hanno prodotto uno studio riguardo la “fattibilità giuridica di un progetto di evoluzione societaria”.

Nella relazione è prevista la Fase I in cui si porrebbero in essere operazioni societarie per trasformare Acquedotto Pugliese in un Gruppo societario composto da una holding, a capitale totalmente pubblico regionale, e da  una o più società a cui concedere le attività riconducibili a Acquedotto Pugliese.

 Ecco : AQP Hold Co finanziaria per implementare una gestione più efficiente delle proprie partecipazioni azionarie; AQP SII Puglia costituita con i Comuni pugliesi attraverso la partecipazione diretta o società veicolo “per mettere in opera le condizioni per l’affidamento in home del SII Ato Puglia”; AQP SII Campania, da costituire per lo svolgimento delle mansioni idriche nei dodici Comuni campani alla quale potrebbero partecipare i Comuni dell’Ambito distrettuale Irpino; NewCo Società Grande Adduzione, in cui confluirebbero gli impegni relativi alle infrastrutture della “ grande adduzione interregionale”.

Nella Fase II si auspica  la creazione di una “multiutility” per valorizzare le naturali sinergie tra i settori idrico energetico e dei rifiuti con l’intento di “ favorire ai cittadini servizi integrati in modo sempre più efficiente e con standard di qualità sempre più elevati”.

Per concludere, si contempla l’attivazione, di concerto con il Gabinetto del Presidente della Giunta regionale pugliese, delle opportune interlocuzioni con Ministero dell’Economia e Finanze per eventuale formazione della New Co SGA quale strumento per partecipare alla futura società che il medesimo Ministero costituirà. 

Il Gruppo Acquedotto Pugliese nel 2022 ha generato un risultato d’esercizio netto di oltre 24 milioni di euro e investimenti per 312,8 milioni. Più di un miliardo di euro di gare bandite, il 60% dei contratti attivi affidato a imprese pugliesi. Il valore della produzione di euro 741,7 milioni in incremento del 15% rispetto al 2021.

Tre i pilastri richiamati nel Piano Strategico al 2026: tutela della risorsa idrica, transizione energetica e economia circolare con impieghi pari a due miliardi di euro.

Quattrocentoquarantuno, su circa duemila dipendenti, le donne presenti in azienda, con aumento del 9,2% a fronte dell’anno 2021 e del 54,7% delle sole under 30.

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