Agricoltori andriesi: “acqua da irrigazione a peso d’oro ad Andria mentre alla Regione in ferie”

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«Mentre i consiglieri e gli assessori regionali nei giorni scorsi erano  indaffarati a discutere sul TFM e ora non sappiamo su che spiaggia si staranno godendo le meritate vacanze con i portafogli pieni di soldi pubblici, gli agricoltori restano a guardare in silenzio come al solito. Ritorniamo a parlare della questione acqua di irrigazione erogata dal Consorzio di Bonifica Terre D’Apulia, proprietaria di pozzi artesiani funzionanti e non, presenti nell’agro andriese. Tanti appezzamenti di colture, prevalentemente ulivo e vigneti, sono allacciati alle condutture di questi pozzi. L’acqua che viene erogata da questi pozzi avrebbe dovuto agevolare i costi agli agricoltori, visto che i consorzi di bonifica sono nati per un bene comune nell’interesse degli agricoltori ma la realtà è esattamente il contrario di quello che avrebbe dovuto essere. Ci ritroviamo a pagare l’acqua erogata da questi pozzi a 1.45 euro a mc, per un pozzo artesiano che sviluppa 70 MC a ora, quindi paghiamo quasi più di 100/105 euro l’ora. Una situazione che non esiste in nessuna parte dell’Italia» osservano dal C.L.A.A., il Comitato Liberi Agricoltori Andriesi.

«Tanta gente scherza dicendo che sicuramente quello che estraggono dal sottosuolo non è acqua ma petrolio e anche se fosse petrolio non costerebbe così tanto. Nelle scorse settimane la delibera emanata dal Consorzio di Bonifica Terre D’Apulia parlava di un raddoppio delle tariffe per l’erogazione dell’acqua di irrigazione prelevata dai pozzi artesiani e quella erogata dalla diga. Poco dopo, grazie all’intervento e l’impegno di due consiglieri regionali della Regione Puglia, richiamati dagli agricoltori di Canosa di Puglia e di Minervino Murge, le tariffe di prelievo dell’acqua dalla diga sono tornate al prezzo iniziale dimenticando il resto degli altri agricoltori che sono presenti in altre zone e usufruiscono dei pozzi artesiani di proprietà del Consorzio di Bonifica. E’ stata una cosa perlomeno curiosa che ha alimentato anche diversità di trattamento tra  agricoltori dello stesso territorio ma di città diverse. Andria, ad esempio, non è stata rappresentata in consiglio regionale e le tariffe sono rimaste alle stelle».

«Ma i firmatari della delibera che ha approvato questa tariffa che coraggio hanno avuto a formalizzare una cosa del genere? Ogni inizio anno di irrigazione ci viene presentato un modulo dove viene specificato il prezzo a consumo e gli agricoltori sono consapevoli di pagare a 1.45 euro a mc e se vogliono usufruire dell’acqua di irrigazione devono versare un acconto del 15% del consumo del 2020. Stranamente, a differenza degli altri anni, quando il pagamento dell’acqua di irrigazione dell’anno precedente arrivava prima della campagna irrigua, il Consorzio di Bonifica deve ancora inviare agli utenti le cartelle di pagamento dell’acqua erogata del 2021 perché tante aziende agricole che l’anno scorso hanno irrigato pochissimo sono state costrette a versare un acconto del 30%, sempre con riferimento del 2020 (l’annata della piena per gli ulivi dove si è irrigato tantissimo). Di conseguenza ci sono tante aziende che hanno un credito con il Consorzio di Bonifica. Ormai siamo in piena campagna irrigua e tante colture non possono più aspettare e di conseguenza siamo costretti a erogare anche a questi prezzi, anche se non sappiamo il prodotto a che prezzo sarà venduto. Ci rimetteremo sicuramente i fondi se continuiamo di questo passo o perderemo del tutto le produzioni. Ma quello che si chiedono in tanti è a cosa sono servite quelle manifestazioni organizzate dalle sigle sindacali agricole pugliesi (come al solito ognuno per la propria strada) sotto la sede dell’assessorato all’agricoltura, dove si è parlato e sollevato con all’assessore questo problema e ancora oggi non si vede nessun risultato sul campo. Sarà stata la solita gettata di fumo negli occhi per placare i toni e la rabbia che avevano in tanti qualche mese fa. Ormai la questione per qualcuno sembra completamente dimenticata»  – concludono dal C.L.A.A..

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