Andria: per il ritiro a domicilio di materiali ingombranti, bisogna attendere più di 6 settimane

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 La denuncia è arrivata all’Ufficio di Impegno Sociale dell’Associazione “Io Ci Sono!” di Andria. L’associazione, regolarmente iscritta all’Albo comunale, ha raccolto il grido di un cittadino che ha raccontato la sua esperienza incredibile. La necessità di un ritiro a domicilio di materiali ingombranti, destinati anche eventualmente al riciclo o alla discarica e la risposta, dall’altra parte del telefono, che è stata: «deve prenotare ed attendere».

Quanto tempo? «Non meno di un mese e mezzo». Avete capito bene, almeno un mese e mezzo per ritirare una scarpiera ingombrante che il settantenne andriese non ha possibilità di trasportare direttamente in discarica. Un senso di smarrimento che mette in evidenza le difficoltà gestionali di un servizio che risulta essere non adeguato. Peraltro questi tempi così lunghi non fanno altro che alimentare quello che ogni giorno si registra per le strade della città di Andria cioè rifiuti abbandonati anche per queste inadeguatezze del servizio di raccolta. Chi continua chiedere e solo a chiedere cambi di passo e sacrifici ai cittadini utilizzando alibi che non reggono, dovrebbe invece prendere atto di questo fallimento e di quella che è la realtà in città.

Proprio da queste inefficienze e disservizi dipendono tutte quelle situazioni estreme ed incresciose. Una cosa è certa: «se per avere un contatto telefonico bisogna attendere un’infinità; se per usufruire di un servizio pubblico pagato dai cittadini e dovuto bisogna attendere quasi due mesi; se per smaltire una scarpiera in legno bisogna farsi le croci al rovescio allora poi di cosa ci si meraviglia se i mobili vecchi li gettano dai balconi a capodanno? Dove sono le sanzioni? Che fine hanno fato le regole da rispettare da parte di chi deve dare servizi ai cittadini? Chi risponde? C’è qualcuno ad Andria? E’ facile poi scaricare sui cittadini quello che invece deve essere fatto da altri».

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