“Il Corriere della sera” è sempre “Il Corriere della sera”

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 “Il Corriere della sera”, è, da sempre, il quotidiano più amato e letto dalla borghesia italiana. 

Nelle sue pagine, il lettore curioso di farsi un’idea di ciò che avviene nel mondo,  può leggere  che in politica internazionale non esisterebbero “pupari” che spingono i vari Paesi a fare le guerre,  ma sarebbero le popolazioni locali a combattere, a volere la guerra. 

Le grandi potenze, lungi dall’essere qualificate come “burattinai”, sarebbero solo costrette ad accodarsi, a sostenere ciascuna il proprio cliente, il popolo, composto da persone comuni che pensano e vogliono, “nelle loro menti e nei loro cuori”  missili, carri armati, armi di distruzione, bombardamenti e via dicendo.

Non vi sarebbero, quindi, “prepotenti” che s’insediano al comando delle Nazioni e  che vogliano cose diverse da quelle che richiedono  gli abitanti del Paese in guerra. 

In altre parole, chi vuole avere le idee chiare, deve  “lasciare da parte” quelli che dileggiano i “Capi-popolo” e ne parlano come se fossero “pagliacci”.

Chi, leggendo queste parole pensasse a una copia del quotidiano degli anni Quaranta e credesse di individuare nei “pupari” Benito Mussolini, Adolf Hitler e magari per per non omettere nulla  Winston Churchill e Franklin Delano Roosevelt sbaglierebbe di grosso. L’articolista non si riferisce alle popolazioni italiane, tedesche, inglesi e americane dicendo  che in quegli anni lontani erano state esse a voler combattere e a spingere i loro capi di governo a scatenare la seconda guerra mondiale. 

Né si sogna di dire che le grandi potenze dell’Asse  e gli Alleati Anglo-Americani avevano subito dai rispettivi popoli pressioni incontrollabili per accodarsi alla volontà delle persone comuni che avevano pensato “nelle loro menti e nei loro cuori” le distruzioni di città come Napoli, Londra, Coventry, Dresda, Lipsia e via dicendo. 

Né, infine, l’invito dell’articolista a lasciar perdere quelli che dileggiano i Capi popolo e ne parlano come se fossero “pagliacci” può ritenersi riferibile  alle smorfiacce del Duce del Fascismo o ai tic nervosi del Furher tedesco (e meno che mai ai più seriosi Leader inglesi e americani).

Il politologo, riverito e ossequiato dal sistema mass-mediatico nazionale (e oltre) scrive per ciò che sta accadendo oggi tra Putin, Zelensky, Biden e, manco a dirlo, il cattivo di turno è, per lui, Putin mentre quello che da taluno è definito “pagliaccio” dovrebbe, invece, considerarsi  l’eroe da salvare e portare agli onori della Storia.

Provare per credere: il numero del “Corriere della sera” è quello di oggi 30.1.2023.  

 

 LUIGI MAZZELLA

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