Continua la strage di tartarughe. Siamo a quota cinque

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Il Centro Recupero Tartarughe di Molfetta che ha come referente Pasquale Salvemini, denuncia una situazione che sta diventando sempre più grave e preoccupante.

«Venerdì abbiamo rinvenuto la quinta tartaruga ammazzata nel porto di Barletta. In tre mesi, siamo già alla quinta creatura mostruosamente uccisa e morta annegata, questa volta con le pinne legate ad un disco del freno di un veicolo. I nostri sospetti sono indirizzati verso chi pesca utilizzando reti da posta all’imbocco del porto di Barletta e che ha deciso di punire le tartarughe che restano intrappolate nelle reti condannandole a morire annegate tra atroci sofferenze. Il corpo della caretta caretta oggi sarà trasportato a Foggia per essere sottoposto ad autopsia presso l’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata».

«Dall’esame autoptico potrebbero risultare dettagli sulla morte che speriamo ci aiutino a ricostruire la dinamica dell’assassinio. Inoltre con il sostegno delle forze dell’ordine partirà un presidio presso il porto di Barletta al fine di bloccare chiunque abbia messo in atto questa mattanza di tartarughe marine. Collaboriamo da sempre con i pescatori che svolgono la loro attività nel golfo di Manfredonia e li stimiamo per la loro sensibilità verso gli animali marini. Affronteremo insieme questa preoccupante situazione e scoveremo i soggetti malati che uccidono le tartarughe. Ci auguriamo che al più presto venga bloccata questa mattanza, verso una specie in via di estinzione e protetta».

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