L’economia americana ad un bivio

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Il debito pubblico americano è al 125% cioè come era l’Italia ai tempi del rigore, del “fate presto”, del “salva Italia” tutte le amenità che abbiamo sentito dopo l’ultimo governo Berlusconi.

Inoltre, a dispetto di certe dichiarazioni dei democratici americani, il loro Parlamento è ostaggio dei repubblicani che potrebbero non vedere bene (e ne avrebbero ragione) un ulteriore aumento del debito.

Inoltre ancora la crescita del loro Pil impallidisce se rapportata al rapporto deficit-Pil che è attestato ben oltre il 10%; cioè la parte finanziaria cresce a ritmo molto più veloce della crescita dell’economia reale.

Infine le economie ex amiche come quella cinese si stanno liberando dei titoli americani producendo le condizioni per la riduzione dei prezzi dei titoli stessi e aumento dei tassi (se non incollocabilità dei nuovi titoli). Una specie di guerra economica mondiale…

Forse è il caso di ricordare che anche nel resto del mondo la recessione è sempre in agguato convivendo con una inflazione che non si sa come contrastare.

All’orizzonte non vi sono soluzioni.

Questo scenario in cui vive l’economia americana è comune al resto dell’Occidente e non lascia spazio ad ottimismi: andiamo verso un crollo rapido dell’intera economia che ruota attorno a quella americana. Le prospettive sono così catastrofiche che non esistono parole in grado di rappresentarle. Per chi -come noi- ha sempre visto con preoccupazione la anomala crescita delle multinazionali e la loro arroganza economica -ma anche sociale e culturale- questa prospettiva catastrofica è l’unica possibile per fermarle. Solo un sommovimento biblico può infatti restituire all’umanesimo la sua centralità togliendola alle corporations; solo un sommovimento biblico può fermare brutture inenarrabili come lo sviluppo tecnologico che soppianterà l’uomo anche nella sua intelligenza e nella sua identità biologica; solo un sommovimento biblico può fermare la crescita della letalità delle  nuove armi; solo un sommovimento biblico può indurre i potenti a ritornare a ragionare da umani e non da tecnocrati fondamentalisti; solo un sommovimento biblico può smantellare il castello di carta delle finanza globale.

È quindi auspicabile che la superpotenza si sgretoli repentinamente assieme alle aziende “troppo grandi per fallire”?? è mai possibile ridursi a dover sperare in un collasso del genere per tornare ad una normale vita da uomini liberi? fermare o giudicare la Storia è ozioso e rende inutile ogni considerazione di quello che sarà; ma è certo che gli indicatori convergono per un futuro molto difficile per il sistema a stelle e strisce e non usciamo da questa situazione senza contraccolpi terribili per tutti; serve prepararsi.

Il governo italiano deve voltare le spalle immediatamente alla politica delle emergenze e della torta da dividere tra i vari commensali così cara alle sinistre: non dobbiamo più attendere che i disastri avvengano per poi leccarci le ferite! Questa volta non sarà possibile. Serve una visione della futura economia e società  e lavorarci sopra per renderci più forti; serve prepararsi allo tsunami che si prepara: questo scenario è già ben delineato nei numeri e quindi non si può  continuare a far finta di niente ed attendere che le cose si aggiustino da sole.

CANIO TRIONE

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