Sanità negli istituti penitenziari al centro dell’agenda politica regionale

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Torna a riunirsi il tavolo tecnico sul tema della salute all’interno delle strutture detentive pugliesi, insediato per la prima volta nel febbraio scorso, voluto dalla Presidente del Consiglio regionale della Puglia, Loredana Capone, d’intesa con l’assessore regionale alla Sanità, Rocco Palese, e il garante regionale dei diritti delle persone private della libertà, Piero Rossi. Intervenuti il Provveditore regionale della Puglia e della Basilicata, i direttori generali delle ASL e degli istituti penitenziari, i presidenti dei Tribunali di Sorveglianza pugliesi, l’associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale “Antigone”.
Nel corso dell’incontro, durato oltre quattro ore, tante le questioni affrontate: dalla carenza di personale medico e infermieristico, a partire da quello psichiatrico (nel carcere di Lucera l’assistenza psichiatrica si riduce, oggi, a sole due ore settimanali), alla mancanza di reparti protetti all’interno degli ospedali; alla condizione infrastrutturale generale degli Istituti penitenziari che deve fare i conti con un numero di detenuti sempre superiore alla capacità di accoglienza; alla necessità di intervenire sulla diagnostica a distanza dotandosi della telemedicina e del sistema delle cartelle cliniche elettroniche, così da consentire un monitoraggio costante dei detenuti affetti da patologie e, al contempo, ridurre le procedure di trattamento presso le strutture sanitarie; alle lunghe liste d’attesa pendenti per l’accesso alle Residenze per le misure di Sicurezza (Rems).

Pronta la risposta dell’assessore regionale alla Sanità, che ha annunciato: la recente deliberazione dell’Asl Bari riguardante i lavori di ristrutturazione del reparto di medicina protetta all’interno dell’ospedale San Paolo; un progetto di fattibilità in corso per infrastrutturare gli Istituti penitenziari in modo da consentire prestazioni a distanza: dall’elettrocardiogramma alle analisi, alle ecografie, alle radiografie; la realizzazione una nuova Rems.

Il tema della sanità negli istituti penitenziari resta, dunque, al centro dell’agenda politica regionale e l’impegno della Regione Puglia si riconferma nuovamente al termine del tavolo: saranno individuate nuove risorse professionali per l’erogazione di servizi di psicoterapia e incrementato il personale medico-infermieristico.  La Presidente del Consiglio regionale, inoltre, si è impegnata a farsi promotrice, presso il Ministero della Giustizia, delle iniziative necessarie a sollecitare risorse finanziarie per l’edilizia giudiziaria e penitenziaria pugliese. Nel Piano nazionale per la Ripresa e la Resilienza, infatti, 58 sono gli interventi previsti per un totale di 540 milioni di euro ma la Puglia non c’è.

«Quando bisogna risolvere i problemi – ha detto la Presidente Capone – è indispensabile ragionarne tutti insieme e insieme trovare le possibili soluzioni. L’assistenza sanitaria nelle carceri è una grave emergenza. Tanti i suicidi, molti dei quali a Foggia. È davvero grande la difficoltà a reperire psichiatri e personale sanitario che possa prendersi cura dei detenuti. Insieme all’assessore Palese abbiamo riflettuto a lungo sulle possibili soluzioni. L’assessore ha assunto degli impegni precisi e io gli sono grata, perché non possiamo assistere inermi di fronte alle necessità. C’è un tema sanitario che riguarda tutta la Puglia rispetto alla carenza di medici, psichiatri, operatori sanitari, e questo negli istituti penitenziari è ancora più rilevante. Occorre intervenire subito e d’altra parte la politica a questo serve: a trovare soluzioni».

«Un incontro molto importante promosso dalla Presidente Capone – ha aggiunto l’assessore Palese – sul problema delle carceri e dell’assistenza sanitaria nelle carceri. Si tratta di una delle grandi emergenze del Paese. Come Regione stiamo lavorando all’avvio della terza Rems, e contemporaneamente, attiveremo, attraverso le Asl, una serie di provvedimenti urgenti per potenziare il servizio sanitario carcerario. Ma l’evoluzione non potrà prescindere dalla digitalizzazione, a partire dalle cartelle cliniche elettroniche, che consentirà certamente una facilitazione nell’assistenza. Le carenze sono tante: mancano gli psichiatri e mancano anche medici e operatori perché, ad oggi, persiste ancora molta riluttanza ad andare a lavorare all’interno delle carceri. L’impegno della Regione sarà fare protocolli specifici, così anche da prevenire, per quanto possibile, i casi di suicidio e tutte le altre situazioni difficili che si verificano all’interno del sistema carcerario».

«Ormai siamo a un punto di non ritorno – ha concluso il garante regionale Piero Rossi – e lo ‘scatto d’orgoglio’ delle Istituzioni regionali, oggi rappresentate dall assessore Palese e dalla presidente Capone, va nella direzione giusta. Rappresentiamo tutti uno Stato che si rende consapevole di prendersi cura di persone che gli vengono consegnate al fine di espiare una pena e che, per questo,  per via di quella ‘consegna’, devono essere custodite, preservandone la salute, curandole adeguatamente. Occorre lo sforzo necessario a raggiungere risultati che non ci soddisfino solo sotto il profilo formale e deontologico ma che realizzino l’obiettivo morale di preservare la vita dei detenuti che sono stati affidati al sistema penitenziario».

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