L’arte del riciclo nel fashion. Nugnes e Freitag: grande successo per il workshop a Palazzo Pugliese a Trani (BT)

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La sostenibilità nella moda non è solo una parola vuota, ma segue la regola aurea delle 3 R: ridurre, riciclare e riutilizzare. In quest’ottica ieri Nugnes, luxury boutique multibrand di Trani, ha ospitato un workshop del brand svizzero Freitag che ha fatto dell’upcycling (riciclo) il suo manifesto culturale, ovvero dare nuova vita ai materiali attraverso un processo creativo, riutilizzando teloni di camion per farne accessori.

L’appuntamento ha registrato grande affluenza e successo di pubblico, composto prevalentemente da giovani, evidentemente più sensibili alla tematica. In tanti hanno creato il proprio piccolo pouch (porta carte), assemblando parti di teloni di autocarri usati, per portare a casa un pezzo unico e non replicabile. Al workshop ci si poteva iscrivere on line attraverso un apposito link per la prenotazione sul sito di nugnes1920.com.  

L’allestimento ha dato spazio anche a una mostra-racconto sul marchio che, oltre a mettere in vetrina borse e accessori Freitag, illustrava con delle apposite schede la storia affascinante e la creatività dei due fratelli svizzeri inventori di Freitag. Lo storytelling dell’azienda elvetica è stato affidato al country manager Freitag Guido Fantuzzi, entusiasta dell’ottimo riscontro registrato. Il pubblico ha potuto inoltre degustare la birra “Margose”, creata con l”acqua di mare, presentata per l’occasione dal Birrificio Birranova.

Freitag, nota casa di borse e accessori fondata da due fratelli designer svizzeri Markus e Daniel Freitag, è nata da un’idea semplice: riciclare, riutilizzare e restituire una seconda vita ai teloni di camion usati. Un processo che realizza pezzi unici, di alto pregio e design, fatti interamente a mano solo nella sede di Zurigo e poi venduti in tutto il mondo in 460 stores, tra cui Berlino, Davos, Amburgo, Colonia, Vienna, Tokyo, Zurigo, Losanna e Trani appunto, unico retail dell’azienda svizzera per il sud Italia. L’idea ispiratrice per i due fratelli era quella di realizzare una borsa pratica, giovane e sportiva per coloro che si spostano in bicicletta e sono soggetti alle intemperie, quindi una borsa impermeabile e resistente, possibilmente eterna.

Ma al contempo bella, colorata, capiente e funzionale. Ne è nato un prodotto artigianale che è un oggetto che incorpora il valore alto del recupero e del riuso. Ogni dettaglio delle borse ha già vissuto una prima vita, la seconda è quella che il cliente le regala acquistandola: questo è il loro messaggio. Un progetto che Nugnes sposa in pieno e asseconda, consapevole che lo storytelling di questa giovane azienda e i loro accessori possano affascinare i propri clienti e promuovere in loro sempre più una filosofia etica di rispetto ambientale.

Con il riutilizzo di materiali riciclati, nei processi di produzione vi è una forte diminuzione delle emissioni di CO2 rispetto alla produzione di materiali vergini. Un altro vantaggio è che gli accessori creati possono essere riciclati più e più volte, consentendo così di ridurre al minimo gli sprechi. Il riuso di materiali già esistenti per altri scopi riduce la pressione sulle risorse, sull’utilizzo di petrolio e su altri prodotti chimici, impiegati per produrre nuove fibre o fibre sintetiche.

«L’uomo fa parte di un sistema complesso, fatto di risorse e di equilibri che devono essere garantiti e salvaguardati affinché lo stesso possa avere un futuro – sottolinea Beppe Nugnes, ceo di Nugnes. Per questo motivo è importante che anche il sistema moda adotti comportamenti sostenibili. Ciascuno di noi può fare la sua parte. Faccio un appello anche agli altri imprenditori o alle associazioni di questo territorio per fare sistema e fare qualcosa di concreto, creando iniziative a favore della sostenibilità e della salvaguardia ambientale».

Il multibrand pugliese non è nuovo a questo tipo di impegno che si esplica sia sul sito del retailer su cui spicca la sezione ‘Sustainable is fashionable’, che segnala i brand e i prodotti green del suo portfolio, sia nelle vetrine fisiche ‘circular economy’ dello store che premiano i designer che hanno messo la protezione dell’ambiente al centro del loro operato. Secondo una relazione emanata dalla Commissione europea (CE), ogni cittadino consuma in media 26 chili di prodotti tessili all’anno. Una cifra che si traduce con oltre 16 milioni di tonnellate annuali solamente nell’Unione europea (UE).  Negli ultimi anni termini come riciclo, sostenibilità, riutilizzo e slow fashion sono stati utilizzati sempre di più nella moda. Ognuno risponde ad una tendenza globale di consapevolezza verso i processi di produzione industriale. Questi ideali cercano di dare una seconda vita a tessuti dimenticati, riciclando materiali o utilizzando materie prime biologiche.

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