ConfimpresaItalia si racconta: PNRR, innovazione, Zes, antimafia e imprenditoria rampante

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Si sono conclusi i lavori dell’associazione di imprese Confimpresaitalia, due giornate piene zeppe di appuntamenti, svolti nella cornice di Palazzo san Giorgio a Trani. Ma se la location era nella BAT i lavori e i suoi contenuti hanno guardato a tutto il territorio regionale.

A moderare gli incontri e i lavori è stato il simpatico e decano dei giornalisti baresi: –Attilio Romita.

Sul palco si sono succeduti tanti personaggi: imprenditori alle prime armi, giuristi d’impresa, tecnici economici, Ceo di grandi aziende e gli immancabili politici. Si è parlato a tutto tondo, in particolar modo di P.N.R.R. – il piano nazionale di ripresa e resilienza – che prevede un pacchetto di investimenti, riforme e un’ambiziosa agenda di riforme,  in particolare, le quattro principali linee riguardano: la digitalizzazione, l’innovazione, la competitività e la cultura.

Se il moderato ufficiale  è stato Attilio Romita, le anime della kermesse sono stati l’avv. Nicola Diomede,  Rino De Martino, Aldo Strippoli  e dott.ssa Giovanna Castrovilli i primi tre nel gotha nazionale di Confimprese, la quarta responsabile del settore turismo, quello di nuova concezione: turismo di prossimità.

Sul palco si sono avvicendati diversi personaggi, a partire da diversi sindaci della cintura Bari-Bat, tutti concordi nel dire che il PNRR è una opportunità da non perdere e che sarà un volano per la crescita economica del paese nonché la vera svolta della pubblica amministrazione che finalmente e in particolare vedrà la luce il progetto della digitalizzazione;  a seguire,  poi gli imprenditori. Anche loro si sentono parte del grande progetto di rinnovamento e  auspicano una rivoluzione in merito, soprattutto nelle azioni della amministrazione pubblica che dovrà adeguarsi ai tempi e ai modi, se vogliono effettivamente partecipare al cambio epocale che sta maturando.

Il messaggio è stato chiaro: celerità negli iter autorizzativi, meno burocrazia, più lavoro e meno pastoie; di qui l’ingresso in dibattito di due grandi temi: la ZES e la lotta alla mafia che non vede l’ora di mettere le sue sporche zampe negli affari del PNRR.

La testa d’ariete per la Zone Economiche Speciali  è stata (è) l’Ing. Manlio Guadagnuolo, navigato uomo di Stato. A lui sono state cedute le redini della Le Zone Economiche Speciali – ZES- che sono il futuro degli insediamenti produttivi del Mezzogiorno: essi sono connessi al territorio che le genera, dialogano alla pari con le realtà economiche europee ed extraeuropee, pronte ad accogliere gli insediamenti di medio grandi dimensioni. In Puglia sono state individuate due aree di questo tipo: ZES IONICA e ZES ADRIATICA. Insediare la propria impresa in area Zes significa usufruire di vantaggi e benefici.

L’Ing. Guadagnuolo è il commissario straordinario.  Invitato sul palco allestito da Confimprese,  ha snocciolato dati, statistiche, opportunità e crescita. L’intervento di Guadagnuolo è stato apprezzato e si è guadagnato la platea perché con semplici parole, da uomo del fare, ha parlato di quello che si potrà fare e pertanto ha invitato gli attori principali: imprenditori e pubblica amministrazione a fondersi in un unico progetto di rinnovamento e crescita.

Le ZES faranno la fortuna del mezzogiorno, basta volerlo, basta lasciarsi alle spalle le solite prassi equivoche, basta rimboccarsi le maniche e lavorare. Un  messaggio semplice e costruttivo. Ho promesso al commissario straordinario una prossima visita all’indomani del suo insediamento a Bari presso gli uffici della CCIAA. Vedremo.

Infine, ma non per ultimo, come ciliegina sulla torta, ha parlato il prof. Muscatiello Vincenzo Bruno che insegna Diritto penale presso il Dipartimento di Giurisprudenza nell’Università di Bari. Il professore Muscatiello è un esperto e profondo conoscitore del fenomeno mafie. Il suo discorso è stato asciutto, privo di incertezze e pregno di sostanza, in fondo è un tecnico-pensatore che può permettersi di puntare il dito contro l’inefficienza dell’apparato Stato quando si parla di Mafia. Il suo pensiero da docente è semplice: la Mafia non si combatte solo con il solo strumento del “penale e della procedura penale” (e se lo dice lui, che è docente di diritto penale, c’è da credersi) la mafia la si combatte in ogni dove, in ogni luogo, insegnando alle nuove leve (ma anche alle vecchie leve dico io), che la mafia esiste perché è assente lo stato di diritto e tutte le sue declinazioni, ma soprattutto perché nella mafia è bandita la cultura. Un messaggio chiaro!

La due giorni si è conclusa con la cena di gala, c’era di tutto: sobrietà, qualche “sfumatura” nell’abbigliamento, sorrisi e premi. Il finale ovviamente è dedicato al presidente nazionale di ConfimpresaItalia, l’eclettico dott. Luigi Manganiello, che ho scoperto essere, tra le altre cose, anche console onorario di uno stato africano.  Manganiello a chiuso i lavori al grido: crescita, unità di intenti e poi, stanco ma felice, con un fil di voce: bollette esattoriali – saldo e stralcio!!

Alla prssima edizione.

Franco Marella

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