Barletta, no stadio no party

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I soci della squadra di calcio del Barletta, appena promosso dopo 7 anni in serie D, hanno annunciato le loro dimissioni immediate, revocabili a patto che lo stadio sia restituito alla città entro il 15 Giugno. Conoscendo gli attori in causa crediamo si andrà ben oltre la data fissata perché la poltiglia maleodorante dei lavori al 
 “ Cosimo Puttilli “ non smette di regalarci nuove essenze di inquietudine, l’ultima Venerdì 20 Maggio, quando i tecnici della Lega Nazionale Dilettanti hanno effettuato un sopralluogo presso l’impianto, la sgradita sorpresa è la non idoneità dello stadio per il prossimo campionato di Serie D , in quanto i seggiolini nuovi, luccicanti, immacolati, hanno schienali di 8 cm in meno rispetto al regolamento , fuori standard anche le recinzioni interne ed esterne, insomma un disastro di inefficienza, senza dimenticare che manca la realizzazione di una cabina elettrica in zona tribuna, un piano di sicurezza ed infine ma molto infine si dovrà procedere alla verifica dell’agibilita’ della struttura. Trovare il colpevole ?, la campagna elettorale, in vista delle elezioni amministrative del 12 Giugno, vede esperti di destrezza dello scarica barile, fra “ non sapevo “, “ mi dispiace “, “ faremo il possibile “, se in questa vicenda miserabile e grottesca qualche candidato apparisse con “ non ho stato io “ alla Michele Misseri sarebbe in linea con gran parte della politica locale. I numeri ed eventi d’altronde confermano il sarcasmo amaro, 7 anni per ristrutturare uno stadio, quando in altre città o “ civiltà “ in 7 anni si realizzano nuovi quartieri, oltre 6 milioni di quattrini spesi, “ male”, due inaugurazioni senza apertura, un record da Guinness dei primati, un conflitto di interessi nel quale appare il volto notissimo del pluri indagato Elio Sannicandro,  passato fra la moltiplicazione degli incarichi anche da Presidente del Coni Puglia. 

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