Profilo della salute ad Andria. Spi, Fp e Cgil: “È un buon inizio, ora impegno su contrattazione sociale”

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“Uno strumento
decisivo, ed in continuo divenire, necessario per l”Amministrazione per
conoscere i macro dati di sviluppo della città, la natura di alcuni fenomeni, i
perché di alcuni trend”, così ha definito il sindaco di Andria, Giovanna Bruno
il Profilo della Salute nel corso di un incontro che si è svolto nei giorni
scorsi in Municipio alla presenza della Dg della Asl Bat, Tiziana Di Matteo,
nel corso del quale è arrivata la conferma della disponibilità dei primi dati
epidemiologici aggiornati al periodo di studio per arrivare alla stesura del
documento sulla salubrità della città.

“Condividiamo il
percorso messo in campo dal Comune,
con funzione di coordinamento del Comitato tecnico-scientifico
per la redazione del Profilo della salute della Città,

unitamente alle associazioni e alla Asl che si sono incontrate per riprendere ed
affrontare un tema delicato che la fase pandemica ha certamente rallentato in
termini di protezione della salute e del benessere. Tutto ciò è da considerarsi
come un buon inizio per dare una spinta in modo di vivere la vita in qualità e
nelle scelte di vita salutare”, commentano Felice
Pelagio
, segretario generale Spi Cgil Bat, Ileana Remini, segretaria generale Fp Cgil Bat e Michele Valente, segretario generale
Cgil Bat.

“La salute e il
benessere migliorano lo stato di benessere fisico e mentale ed è per queste
ragioni che attenzionare la città in un’ottica della riduzione delle disuguaglianze
ed intervenire sulla vita delle persone, nelle loro abitudini, significa
migliorare la vita, la qualità della vita. In tutto ciò serve investire anche
sulla partecipazione in ambito socio-culturale, economico e civile ma anche è
necessario pensare allo sport, all’alimentazione e a stili di vita diversi,
elevando in tal modo la responsabilità individuale e collettiva della comunità.
E qui Cgil, Fp e Spi Bat vogliono ricordare che riprendere l’eticità di alcuni
valori come il superamento delle disuguaglianze e il rispetto dell’ambiente
significa mettere al centro la condizione e la salute delle persone, a partire
dal coinvolgimento dell’intera popolazione ed in modo particolare dei giovani sui
quali intervenire anche attraverso la formazione e l’informazione scolastica e
pubblica. Il futuro di una città si chiama qualità dell’intero territorio a
partire al recupero delle aree svantaggiate e di degrado e questo sta nel
recuperare maggiori investimenti e maggiori servizi pubblici in tutti i settori
sanità, trasporti, ambiente, rigenerazione delle periferie e tutela del
paesaggio”.

“Affrontare questo
tema di grande interesse collettivo, può essere anche l’occasione concreta per
ridiscutere e valutare il grado di funzionalità complessiva dei servizi
sanitari e socio sanitari, perché questo significa migliorare la condizione di
vita, in modo particolare per migliorare le condizioni dei tanti soggetti
fragili e deboli, spesso anche isolati, che sono appunto gli anziani i pensionati,
disabili, non autosufficienti. Oggi, più di ieri, – sottolineano Pelagio, Remini e Valente – le disuguaglianze hanno colpito proprio le fasce dei
precari, degli anziani, di tante famiglie sia in termini economici che sociali
per cui migliorare la condizione di benessere e qualità della vita significa
investire soprattutto in risorse sui bisogni economici, reddituali e sociali
favorendo il rapporto con i cittadini. L’impegno è attenzionare le politiche
sulla salute e del welfare anche attraverso la contrattazione sociale con gli
Enti locali perché ormai rappresentano i soggetti che in termini di
progettualità e di risorse sono i maggiori destinatari anche per cambiare la
vita dei tanti bisogni ed esigenze”.

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