Cibo. L’agnello scelto per Pasqua da 4 pugliesi su 10

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 Il 39% dei pugliesi avrà sulla propria tavola pasquale l’agnello. Il 9% raggiungerà gli allevamenti per acquistarlo direttamente dai pastori. È quanto rende noto Coldiretti Puglia.

«Gli animali degli allevamenti rappresentano un tesoro unico al mondo che va tutelato e protetto – afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia – anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità delle preziose razze pugliesi, ma anche il presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali».

Muraglia sottolinea il lavoro di «tanti giovani che faticosamente stanno ripristinando la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze pugliesi, come la pecora Gentile di Altamura o la Moscia’ leccese».

L’associazione spiega che per “evitare rischi e per portare in tavola qualità al giusto prezzo è bene preferire carne di agnello a denominazione di origine garantita da marchi di provenienza territoriale come l’Igp oppure di rivolgersi direttamente ai pastori”. «La pastorizia – continua Coldiretti – è un mestiere ricco di tradizione molto duro che garantisce la salvaguardia in Puglia di 4mila allevamenti e 202mila pecore a vantaggio della biodiversità” ma “senza un deciso impegno dell’intera filiera agroalimentare rischia di scomparire con l’abbandono di migliaia di famiglie che hanno fatto dell’allevamento il centro della loro vita».

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