Bat, una provincia in pericolo: la sicurezza di cittadini e imprese non è solo un problema di “pubblica sicurezza”

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L’ennesimo,
drammatico episodio di violenza nella città di Barletta, unitamente ai fatti quotidiani
di piccola e grande criminalità locale, inducono ad una profonda riflessione.
Una riflessione che, nonostante non sia per nulla nuova se non a coloro che si
avvicendano alla guida delle Istituzioni ma solo per il tempo necessario a conoscere
non completamente la realtà che sono chiamati a governare, ancora non produce
risultati apprezzabili e concreti. Credere che la sicurezza dei cittadini sia
solo un problema di pubblica sicurezza e di ordine pubblico è un errore
gravissimo che, seppur possa portare ad affrontare nell’immediato e
tempestivamente ogni evento criminoso, non da le risposte a lungo termine e
soprattutto non fa quell’indispensabile opera di prevenzione, formazione e crescita
culturale.

L’assenza
delle politiche del lavoro in un territorio che continua  a far registrare tassi di disoccupazione ,
tra quella reale e fittizia non contrastata, di percentuali superiori al 60% rappresenta
un problema reale così come un problema reale è l’assenza di azioni
istituzionali che siano finalizzate a quell’opera preventiva senza la quale
restano inutili i protocolli, le installazioni di videosorveglianza che ci
fanno vedere l’omicidio solo quando è già avvenuto così come l’assenza di un’azione
di “Intelligence” professionale e realmente presente sui territori diventa un
punto di debolezza incolmabile. L’aver minimizzato quella micro criminalità di
strada, pericolosa, spavalda, senza regole ed estremamente tollerata, ha portato
a far “crescere” quella micro criminalità sottovalutata, consentendole di diventare
crimine violento e spregiudicato.

Quando la politica debole ed incapace, spesso
al limite dell’inesistente, ha voluto crearsi l’alibi di distinguere “la
percezione di insicurezza” con il reale pericolo che cittadini ed imprenditori
avvertivano ed avvertono sulla propria pelle, è stato ulteriore elemento di
sottovalutazione, persino aggravato dalla consapevolezza di non avere capacità
e mezzi adeguati per intervenire e per dare le risposte attese. Questo è un
territorio in pericolo, in fortissimo pericolo. Aver fatto credere che la
realizzazione della Questura avrebbe posto fine a decenni di carenza di
personale, di mezzi e di strumenti operativi è stata l’ulteriore
strumentalizzazione politica di coloro che oltre che tagliare i nastri ad opere
di cui neppure ne siano stati autori o protagonisti reali non hanno saputo e
non sanno dare le risposte alle Comunità in forte disagio psicologico, con i
cittadini che continuano ad avere paura. Con la paura “addosso” si vive male,
si lavora male e soprattutto si perde quel po’ di fiducia che ancora resta
nelle Istituzioni deboli e nella gestione politica ed amministrativa tutta
protesa all’apparenza e al futile, spesso all’inutile.

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