Andria, dopo il metallo al posto degli alberi i pericoli delle postazioni ex bike sharing

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Nonostante le
segnalazioni dei cittadini, inascoltati e persino additati di essere dei
“disturbatori” della quiete politico-social-distrattiva che ormai aleggia nella
città delle favolette piuttosto che accusati di essere degli “esagitati
autoctoni” (chissà qual è la mano che scrive!) per il sol fatto di segnalare le
brutture, l’inerzia e soprattutto l’inettitudine che sta definitivamente
portando la città verso il punto più estremo della sua statura istituzionale;
che le sta facendo perdere tante occasioni di crescita e di riscatto, al
degrado ed alla sciatteria gestionale dell’ambiente, della salute pubblica e
della gestione del verde si aggiungono i pericoli che nessuno vede, che nessuno
rimuove.

Eppure non è questione di soldi né di capacità perché anche il più
modesto dei modesti amministratori pubblici, persino il più incapace potrebbe e
sarebbe in grado di intervenire. Intervenire, ad esempio per rimuovere queste
postazioni dell’ex bike sharing che tanto decantò i predecessori poi svaniti
nel nulla cosmico salvo apparire in fatue scenette di quotidiana compiacenza.
Postazioni in degrado che rappresentano un pericolo reale per esempio per gli
studenti che si recano negli edifici scolastici in prossimità di tali brutture.

Congegni e fili elettrici disseminati, con enorme pericolo di causare cadute
rovinose e dalle incerte conseguenze ma anche una visione talmente deplorevole
che auspichiamo nessuna delle Top Model che sfileranno per Gucci a Castel del
Monte abbia la cattiva idea di farsi una passeggiata in città. Anche per
ospitare una sfilata di moda richiede impegno e predisposizione. Chissà se
qualcuno se ne renda conto o stia solo già pensando al vestitino da indossare
quando (forse) salirà su quel palco a raccontare la prossima favoletta.

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