Andria, verde urbano e salute dei cittadini: lo scempio di Piazza Cappuccini

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Situazione sempre più
allarmante nella città di Andria sui temi della salute pubblica e delle
politiche ambientali.

“Mentre gli equilibri
politici sono troppo fragili perché si addivenga perlomeno all’assegnazione
della delega assessorile all’Ambiente, visto che nessuno pare voglia assurgere
a tale delicatissimo ruolo che non può certo entrare nella logica della becera
spartizione partitica e politica a discapito di professionalità, competenza e
soprattutto capacità di interlocuzione e di coinvolgimento sociale,
caratteristica assente in questa compagine amministrativa molto protesa alla
conservazione di rapporti di cerchia piuttosto che di condivisione diffusa, le
decisioni che “interessano” alla collettività tardano ad arrivare, a distanza
ormai di quasi due anni dall’insediamento di quella che, come avvenuto per la
precedente amministrazione poi sconfessata nei fatti, pareva essere la svolta
gentile di una città senza prospettiva né visione”.

Molto critiche le
posizioni espresse dall’Ufficio di Coordinamento dello storico ed onnipresente
“Comitato Quartiere Europa” di Andria, associazione regolarmente iscritta
all’Albo comunale delle Associazioni – 4^ Consulta Ambiente e Salute, che
quest’anno festeggia i 25 anni dalla costituzione da parte dell’attivista
sociale Savino Montaruli, attuale coordinatore del Sodalizio che ha ricevuto
anche importanti riconoscimenti per la sua emerita attività sociale.

“Mentre la propaganda
dilaga; mentre il medico studia, la città muore. La città muore per assenza di
politiche ambientali e della salute; muore per l’assenza di un’idea diffusa di
sviluppo ambientale e di progresso della qualità della vita; muore per
l’assenza di azioni ed interventi dissuasivi rispetto alla dilagante diffusione
dell’uso dei veicoli a motore nonostante i drammatici dati emersi dalle rilevazioni
degli inquinanti ambientali certificati e riconosciuti dall’Ente pubblico; muore
per l’assenza di una prospettiva di cambiamento culturale ma muore anche a
causa dell’assenza di investimenti nelle politiche reali della tutela e
salvaguardia ambientale.

Lo scempio cui si assiste nella disinvolta
estirpazione, lo sradicamento violento di alberi nelle periferie ma anche nel
centro urbano, senza il previsto reimpianto, sono non solo la palese violazione
del disatteso ma vigente Regolamento del Verde ma anche l’esempio di una
sciatteria amministrativa senza precedenti. 
Le immagini dell’area verde di Piazza Cappuccini, luogo storico di
ritrovo e di devozione della città federiciana, stanno destando enorme
disappunto e reazione pubblica di cittadini ed associazioni andriesi ma non
solo. Sostituire gli alberi con dei tappi di metallo antigienici, antiestetici
e persino potenzialmente pericolosi è stata la dimostrazione plastica della
scarsissima attenzione verso la cura del patrimonio ambientale cittadino. Quelle
aree rimaste senza alberi, sostituiti da tappi di metallo che potrebbero
sicuramente far persino comodo a qualche speculazione economica ma di sicuro
deturpano ed offendono uno dei luoghi più belli della città, sono la
dimostrazione del degrado culturale, politico e gestionale che sta portando la
città di Andria verso una preoccupante condizione di abbandono e tutto questo
non avviene per caso, non sta avvenendo per caso.” – hanno concluso dal
Comitato Quartiere Europa.

 

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