Salute, al Bonomo di Andria il primo trattamento vertebrale con dispositivi “spine jack”

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Due persone di 62 e 64 anni con fratture delle vertebre causate rispettivamente da un incidente stradale e da una caduta da un albero sono state curate per la prima volta nell’Asl Bat con l’ausilio degli spine jack.

Si tratta di dispositivi in titanio che rialzano il corpo vertebrale, evitando la cifosi e riducendo il tempo di recupero dei pazienti – dimessi già 24 ore dopo l’intervento eseguito nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Andria – e risparmiando i costi di impianto protesico con placche e viti, con conseguente riduzione del rischio chirurgico. La dilatazione del dispositivo, durante l’intervento, consente di rimodellare la vertebra fratturata restituendole forma e stabilità di una vertebra sana. In anestesia locale, sono stati prodotti sulla schiena due taglietti di pochi millimetri in modo da raggiungere la vertebra fratturata in scopia intraoperatoria. Raggiunto il centro della vertebra con un introduttore ed aperti i due spine jack, si è rialzato il corpo vertebrale, ripristinandone la forma anatomica originale.

Per Giuseppe Carmine Iaffaldano, direttore facente funzioni della unità operativa di Neurochirurgia dell’Ospedale “Bonomo” «il trattamento, specie in età giovanile, porta a ripristinare integralmente la struttura anatomica delle vertebre oggetto di frattura».

«L’efficace risoluzione con spine jack di questi due primi casi nell’Asl Bt dimostra l’elevata professionalità della nostra Neurochirurgia e la capacità, oggi indispensabile nella sanità, di utilizzare al meglio gli ausili innovativi che la tecnologia ci offre», conclude Tiziana Dimatteo, dg dell’Asl Bat.

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