Il ritorno delle cassanate

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No, fantantonio questa volta non c’entra nulla. Del resto, oramai l’ex Pibe de Bari il massimo che può dire è qualche sproloquio in TV parlando di calcio, magari con la verve che bisogna comunque riconoscergli.

Quello a cui mi riferisco è Massimo Cassano, il Pibe dei Partiti, quelli girati e voltati anche a tre alla volta in un solo anno, pronto a tutto ed il suo contrario pur di rimanere sulla matita degli elettori, anche di girare a sinistra e destra che manco Gaber avrebbe immaginato.

Questa volta la cassanata è tutta sua. 

Gli antefatti. Cassano viene nominato, nel gennaio 2019, commissario straordinario dell’ARPAL, l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, ente che – in sostanza – deve avere in pancia gli specialisti del lavoro con il compito di cercare lavoro ai disoccupati pugliesi.

Questi lavoratori sono attinti dalle agenzie di lavoro interinale e piazzati nei vecchi uffici del lavoro a sopperire alle tante mancanze ed il corposo arretrato che questi centri avevano e stavano smaltendo.

Perché negli uffici del lavoro? Perché, altra cassanata, l’ARPAL non ha la sede, non ha postazioni di lavoro, neanche una scrivania, nemmeno un gabbiotto dove poter ospitare i propri dipendenti.

Tanto valeva metterli nei centri per l’impiego dove, in un periodo storico come la pandemia, hanno lavorato in condizioni disastrate, con computer propri, passando da microproroghe in microproroghe dei contratti di lavoro e la ventilata stabilizzazione di persone che sono state formate ed hanno contribuito a mantenere in piedi il mercato del lavoro regionale.

Ma una guerra tutta politica tra Leo e Cassano, due facce della stessa medaglia, con casus belli i soldi (per le proroghe e la stabilizzazione), come sempre, sta addirittura mettendo nel nulla il buon senso, producendo un’altra microproroga questa volta di un mese, così da mettere nuovamente la polvere sotto il tappeto.

Lavoratori precari, perché provenienti dalle agenzie di lavoro temporaneo, resi ancora più precari dal fatto che la politica li prende in giro, che gli si promette e mette per iscritto una proroga a giugno, che gli si fa marameo e mette alla porta a cercare altro lavoro, questa volta per sé stessi.

Le organizzazioni sindacali si mobilitano, perfino in maggioranza il PD e qualche altra componente non si capacita di tanta noncuranza di quasi 200 famiglie in attesa di conoscere il destino lavorativo.

La soluzione? 

Alla domanda, come diceva il Santone Corrado Guzzanti, la risposta è dentro di te Consiglio Regionale…ma è quella sbagliata. 

Come sbagliata è la protezione del difensore fluidificante Emiliano, che in legge di Bilancio concedeva proroga fino a giugno 2022 e, con la cassanata, la dava al 24 aprile 2022. Tuttappost.

Quando la smetteranno di fare la guerra delle puzzette e si capirà che il pesce puzza sì ma dalla testa? 

Programmazione? Evitare sprechi di risorse del PNRR, del Programma Gol o del Fondo Sociale Europeo? Facile a dirsi ma poi a farsi?

Quanto costerebbe assumere altre persone e doverle riformare? 

Quando ne sapete qualcosa e cambiate aria fate un fischio.   

GIANPAOLO SANTORO

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