Guerra in Ucraina, Flai Cgil Bat: «Temiamo diminuiscano i controlli»

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«La guerra in Ucraina e l’aumento dei prezzi delle materie prime agricole non possono e non devono mai diventare motivo per fare passi indietro sul tema dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori agricoli». A dirsi preoccupato in queste ore è il segretario generale della Flai Cgil Bat, Gaetano Riglietti, che lancia un monito a «tenere alta l’attenzione affinché i controlli non diminuiscano soprattutto sul tema dello sfruttamento e del caporalato, fenomeni che sicuramente hanno bisogno di una maggiore attenzione. Per questo è di estrema urgenza decidere come regolamentare il trasporto in agricoltura. È evidente che già dalle prossime settimane va affrontato il nodo legato al sistema dei trasporti dei lavoratori e delle lavoratrici agricole, non solo per gli spostamenti all’interno della nostra stessa provincia ma anche per i lavoratori e le lavoratrici che da altre province confinanti arriveranno per essere adibiti nelle varie fasi di preparazione dei prodotti ortofrutticoli».

Riglietti mette in guardia anche su un altro tema e cioè quello del rispetto del contratto collettivo di lavoro e delle leggi in materia di sicurezza vigenti per sconfiggere fenomeni di illegalità diffusa. «In un momento storico come quello che stiamo attraversando è necessario intervenire in tutte quelle aziende che vogliono continuare a stare nell’illegalità facendo tra l’altro dumping sociale a tutte quelle aziende sane e virtuose e creando così concorrenza sleale. Ribadiamo, inoltre, la necessità di condurre i meccanismi della manodopera, del trasporto e, perché no, anche dell’accoglienza, nel perimetro tracciato dall’art. 8 della legge 199, rinnovando da subito la ripresa delle riunioni della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità già istituita in questa provincia presso l’Inps di Andria, insistendo nel chiedere il funzionamento della stessa, coinvolgendo gli Enti Bilaterali con il ruolo che possono svolgere, ma anche la stessa Regione Puglia, i Centri per l’Impiego, l’Inail ma anche gli Uffici immigrazione. Una legge già esistente e che basterebbe far funzionare nell’interesse dei lavoratori e delle aziende. Infine vogliamo ribadire ancora una volta che i lavoratori sono innanzitutto delle persone e non braccia o numeri, che hanno diritto ad un salario per condurre una vita dignitosa, sapendo bene che sfruttamento e caporalato non fanno distinzioni di nazionalità e del colore della pelle e per questo la nostra è innanzitutto una battaglia di civiltà», conclude il segretario generale della Flai Cgil Bat.

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