Barletta. La mamma di Michele Cilli: «Mi ridiano il suo corpo, voglio dargli una degna sepoltura»

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«Mio figlio deve avere giustizia e l’avrà. Adesso spero che mi ridiano il suo corpo: voglio dargli una degna sepoltura e piangere».

Lo dice a LaPresse Maria Comitangelo, la mamma del 24enne Michele Cilli, di Barletta (Bat), per la cui scomparsa oggi gli agenti della questura della città federiciana hanno arrestato due 34enni per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

«Alla città di Barletta mi sento di dire una sola cosa: che non capiti a nessuno quello che è successo a me. Quello che ha subito mio figlio è stato atroce», aggiunge la donna con la voce che si rompe in gola. Più volte, nelle settimane scorse, aveva rivolto un appello per ottenere collaborazione. «Chi sa, parli», aveva detto anche in occasione della fiaccolata organizzata un mese dopo la scomparsa nella speranza di riuscire a rompere il muro dell’omertà di cui poi ha scritto il gip del tribunale di Trani nell’ordinanza di custodia cautelare.

«Sentivo che era successo qualcosa di grave, non sentivo più il battito del cuore di mio figlio. Ai due indagati non mi sento di dire nulla, se non che pagheranno per quello che hanno fatto a mio figlio», prosegue la mamma del 24enne.  «Siamo 4 in famiglia, io ho cresciuto i miei figli da sola ed eravamo legatissimi. Con Michele c’era un legame speciale, era il mio bambino: l’ho cresciuto da sola da quando aveva 3 anni. Avevamo un rapporto che ci invidiavano. A volte gli altri miei figli, mi dicevano che lui era il coccolone di mamma. Aveva una sensibilità particolare», racconta la madre del 24enne scomparso.

«Michele non era così come veniva descritto: indossava una maschera che non gli apparteneva. Quando lo rimproveravo, piangeva. Negli ultimi periodi avevo provato a parlargli e adesso mi spiego il perché delle sue lacrime: non poteva farlo, non voleva darmi preoccupazioni, ma aveva desiderio di farlo», va avanti. «adesso voglio piangere sul suo corpo. Chiedo solo questo», conclude.

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