A Palazzo delle Arti Beltrani da domenica 20 marzo le performance con l’artista Tarshito per la mostra “Il Sentiero del Viandante Innamorato”

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Sino al 24 aprile azioni performative artistiche con cadenza settimanale

A Palazzo delle Arti Beltrani a Trani una serie di eventi arricchirà il percorso espositivo della mostra di Tarshito “Il Sentiero del Viandante Innamorato”. 

Si parte domenica 20 marzo con il concerto-performance “Suoni e gesti per una sola umanità. Un amorevole fiato” con il maestro di arte figula Pippo Moresca, la cantante Giovanna Carone, l’artista Tarshito e vari performer 

«La terra è la mia patria, l’umanità è la mia famiglia». È la sintesi mai così auspicabile e condivisibile della nuova cosmogonia ideata da Tarshito nella mostra Il sentiero del viandante innamorato, allestita nell’elegante dimora di Palazzo delle Arti Beltrani a Trani (BT). 

Inaugurata lo scorso 25 febbraio, l’esposizione, a cura di Enrica Simonetti, è promossa dai Poli biblio-museali di Puglia e dal Dipartimento Turismo, Economia della cultura e valorizzazione del territorio della Regione Puglia, e sarà visitabile sino al 25 aprile 2022. Nei suoi “nomadismi spirituali e intellettuali alla ricerca di nuove geografie dell’arte e della vita”, come suggerisce il sottotitolo della mostra, l’artista ha contemplato delle performance con cadenza settimanale che arricchiranno sino al 24 aprile il percorso dei visitatori mentre si immergono in questa nuova prospettiva del mondo. Già domenica prossima, 20 marzo, alle ore 18,00, sarà possibile assistere con il ticket della mostra ad un concerto-performance ‘Suoni e gesti per una sola umanità. Un amorevole fiato’. Un’azione performativa artistica unica nel suo genere: la creazione dal vivo di un fischietto in terracotta che simboleggia, con la sua struttura di cassa di risonanza-utero e canale per insufflare l’aria, la doppia anima dell’amore e del mondo, il femminino e il mascolino, dalle mani di uno dei massimi esponenti dell’arte figula rutiglianese, Pippo Moresca. La sua narrazione mentre crea, tra amore e concretezza, sarà commentata dall’elegante timbro vocale della cantante barese Giovanna Carone dall’articolato background formativo e artistico che spazia attraverso sette secoli di storia della musica, dal Trecento alla musica barocca per toccare la moderna canzone d’autore. All’esibizione contribuirà lo stesso Tarshito e un gruppo di performer che suoneranno i fischietti: Trifone Altieri, Leo Buonasora, Patrizia Capasso, Ilenia Damato, Tonio Lombardo. 

I prossimi appuntamenti: domenica 27 marzo performance-concerto ‘Musiche e gesti per una sola terrà con Luigi Morleo, Mattia Morleo e Tarshito; domenica 3 aprile performance-concerto ‘Suoni di luce e di silenziò con la voce di Tiziana Portoghese, Francesco Palazzo alla fisarmonica e Tarshito; da giovedì 7 a sabato 9 aprile costruzione del ‘Mandala della pace’ realizzato da Geshe Lobsang Soepa, monaco buddhista dell’associazione Tso Pema Non-Profit; domenica 10 aprile performance ‘L’inestimabile gioiello della pace’ con Ida Mastromarino, Tito Di Pippo e Tarshito; chiude la serie di eventi domenica 24 aprile la performance ‘Vita semplice e pensiero elevato’ con la proiezione video di ‘Sparks’ di Firak Di Bello e il mantrayoga di Prabhu Das, Radhika e Tarshito.

La mostra sarà visitabile sino al 25 aprile 2022 tutti i giorni, dal martedì alla domenica, ad esclusione del lunedì, dalle ore 10:00 alle 18:00.

Per prenotare è disponibile la nuova app Palazzo Beltrani che si può scaricare gratuitamente dagli store Apple e Google, sia per tablet che per smartphone, oppure cliccando il seguente link: https://www.palazzodelleartibeltrani.it/app-audioguida/ oppure telefonando al numero 0883500044 o mandando una e-mail a info@palazzodelleartibeltrani.it. È possibile acquistare i biglietti direttamente presso il botteghino del Palazzo delle Arti Beltrani. Ingressi: 8,00 euro ticket intero; 5,00 euro ticket ridotto over 65, docenti, minori, studenti, associazioni convenzionate. È necessario inoltre essere in possesso del Green pass come da attuale normativa anti-Covid in vigore. Nel biglietto di ingresso è inclusa la visita alle collezioni della Pinacoteca Ivo Scaringi.

L’artista e la mostra

L’architetto e artista Nicola Strippoli dal nome devozionale Tarshito, in sanscrito ‘sete di Dio’, attribuitogli dal suo maestro spirituale Osho, è un autorevole interprete e docente di design. Un centinaio delle sue originali creazioni sono accolte dagli Istituti Italiani di Cultura di Città del Messico e Rabat (Marocco), Seul (Corea del Sud) e Lima (Perù) e vengono ospitate dalle gallerie Arts of Earth e Art Konsult di Nuova Delhi e The Edge a Dacca, nel Bangladesh. L’emozionante errare della sua arte non è solo geografico. L’intellettuale cosmopolita di origini pugliesi arabesca il suo concetto filosofico in una lenta cosmogonia, che dall’universo fluisce verso la Terra. In questa lenta e maestosa purificazione di ricerca dell’alimento del proprio spirito da convertire in segno, Tarshito individua la primaria chiave di lettura del percorso figurativo, che abbatte steccati e confini culturali. Il maestro ed i preziosi collaboratori hanno elaborato un nuovo mondo aperto e libero, che non contempla le divisioni, i reticoli di filo spinato e le frontiere. Su questo concetto insiste la mostra, le cartografie del mondo si rimescolano, le città messicane confinano con quelle pugliesi, le strade siciliane finiscono per essere bengalesi, i golfi, le penisole, i continenti, assumono nuove forme e disposizioni in un mondo che non conosce divisioni, coabitando pacificamente. L’uno abbraccia il tutto senza remore e pregiudizi, in questo crogiolo di anime e religioni, filosofie e antiche civiltà, che il pensiero ha voluto mirabilmente unire in un progetto ambizioso e maestoso. I suoi artigiani sono indiani e tibetani, così come pugliesi e sardi. Si riconoscono nella filosofia intrisa di straordinarie culture e civiltà del passato, che quasi dettano le linee ed i contorni di questo bianco, grigio e nero intarsiato di acquarello e china, in un mistico e spirituale pellegrinaggio di molte tappe, questa volta vivace e variopinto, rappresentato con le tradizionali tecniche degli artisti residenti nei luoghi del mondo attraversati da Tarshito durante il suo ‘viandare’ artistico. Tutti sulla stessa terra per percorrere insieme un cammino di ricerca artistica e spirituale. Una mappa del Mondo re-inventata “ad arte”. “Il Sentiero del Viandante Innamorato” è una mirabile opera di tela grezza della lunghezza di dieci metri e ottanta centimetri.

Tarshito è stato un viandante paziente e ostinato, che in questo lento cammino di conoscenza ed elevazione ha costruito la sua cifra. Nel tempo, il peregrinare di Tarshito si avventura in luoghi affascinanti e ricchi di contenuti storici ed etnici. Il Sentiero nasce idealmente nel luglio del 2017.

Messico, India, Nepal, Perù, Bangladesh, Marocco, Corea del Sud: queste le aree geografiche che si sono intrecciate disegnando la traiettoria di un cammino reale e simbolico allo stesso tempo in cui persone, culture e territori, riuniti nell’arte, hanno celebrato il loro incontro e hanno condiviso sulla stessa tela le proprie tradizioni, i miti più antichi e le leggende dei loro popoli. L’intuizione di Tarshito conosce il denominatore comune di un filo invisibile, che unisce idealmente le suggestioni di sette “mondi”, le sensibilità millenarie e le moderne, le culture asiatiche e le andine, l’Oriente e l’Occidente. L’orizzonte delle nuove forme è il prodotto degli studi meticolosi e delle aperture all’altro, l’esame della storia dei popoli ed il retaggio di ancestrali dettati religiosi, dei quali le opere di Tarshito sono permeate. La sua arte, sintesi di abile artigianato e pregevole maestria tecnica, ora di scena a Palazzo Beltrani, racchiude questo messaggio. Da Trani, città multietnica e multiculturale, che accoglie quattro religioni, questa mostra intreccia esperienze e vite, terre e culture, civiltà e culti diversi. 

In questi angosciosi anni di solitudini e pandemie e con la terribile e minacciosa guerra dell’est europeo, “il Sentiero del Viandante Innamorato” è un lungo respiro di armonia ed orizzonte, che traccia la traiettoria esistenziale della nostra rotta.

Palazzo delle Arti Beltrani, Centro Culturale Polifunzionale, via Beltrani 51- Trani (BT)

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