Il Crepuscolo del Sistema Partitico Italiano

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Il sistema partitico italiano è in crisi?

Sembra proprio di sì. 

Se si è dovuto far ricorso ad un tecnico di politica bancaria e monetaria, di grande prestigio e credibilità personale e di chiara fama mondiale, Mario Draghi, noto in Italia con l’appellativo di Super Mario, come garanzia ai mercati e all’Europa che, questa volta, l’Italia farà le cose per bene con i soldi del PNRR, vuol dire che la “politica” italiana è ai minimi termini; e con essa il moloch della Burocrazia. 

Se questa non è “crisi conclamata”, allora cerchiamo un altro lemma o perifrasi ma la sostanza non cambia. 

Una cosa è certa: in Italia non si parla più di come sviluppare una economia di crescita dove ad un euro di investimento corrisponde un ritorno ben maggiore ed un conseguente sviluppo sociale; si parla, invece, solo di norme che si accavallano come le sfoglie di una cipolla che soffocano quel nòcciolo che si chiama popolo. 

Ma perché il sistema partitico, che la gente comune chiama erroneamente “politica” – mistificando il sostantivo e da cui rifugge terrorizzata con un astensionismo di oltre il 50% -, è in crisi?  

Noi siamo convinti che la crisi provenga dalla obsolescenza delle ideologie di riferimento, di destra come di sinistra, nate nei secoli XIX e XX, che si rivelano non più adatte ad interpretare le dinamiche accelerate della società civile ineludibilmente globalizzata. 

La Politica dovrebbe costruire una proposta per il futuro; invece, si rifugia in tattiche contingenti e adozione di slogan accattivanti i cui obiettivi sono difficili da capire. 

È come se il sistema partitico avesse perduto la stella polare e la bussola. 

Ed ecco che si scatenano mire personali; ecco che i “politici” si azzuffano fra loro nel tentativo di conservare il “posto al sole” di cui sono stati miracolati; ecco che si fa scempio dei soldi pubblici, di favoritismi e prebende, per acquisire il consenso elettorale futuro. 

In questo marasma nascono numerosissime aggregazioni e associazioni di cittadini, un arcipelago frammentato che, detto impropriamente “di antisistema”, vorrebbe, invece, cambiare questo scenario ormai consolidato, per rimettere il Paese sul binario della crescita economica e dello sviluppo sociale. 

Questo arcipelago, in fase di crescita numerica, ha infine trovato la quadra di una difficile unione, nel tentativo di divenire un continente per dare un impulso di rinnovamento a questo Paese. 

L’ho ha fatto, il 6 marzo 2022, a Roma, promulgando il “Manifesto di via 

Cernaia”, il cui incipit sintetizza, in poche frasi, l’attuale drammatico scenario italiano. 

Sembra sia nato un agglomerato di “antisistema e antipolitica” che definisce l’attuale sistema come “antisociale”.

Ecco l’incipit e le conclusioni che riportiamo integralmente: 

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Nell’attuale drammatica stagnazione e regressione della Economia Reale;

nelle insopportabili restrizioni di libertà, compressa da una asfissiante burocrazia amministrativa, fiscale, bancaria e giudiziaria; 

in un grigio panorama sociale caratterizzato da una profonda crisi dell’Etica; 

in un’era in cui emerge, con chiarezza, la Crisi del Sistema Partitico italiano, incapace di elaborare un qualunque credibile Disegno prospettico per il Paese (del sociale e della economia, della salute e del territorio, dell’ambiente e della qualità della vita, …) per la evidente obsolescenza delle ideologie di riferimento, non più adeguate ad interpretare le dinamiche accelerate della Società Civile Globalizzata. 

PRENDE VITA, animata da ottimistica volontà di invertire i percorsi del processo degenerativo, l’iniziativa sociale, culturale e politica di un percorso sociopolitico, intellettualmente ed eticamente innovativo, verso le elezioni politiche del 2023, fermamente voluta da numerose associazioni civili e civiche, regolarmente costituite che, in congresso e de visu, hanno deliberato di procedere unitariamente;

Forti di un sistema valoriale, esistenziale e originale, racchiuso nel Tridente: 

Identità;

Libertà; 

Centralità dell’individuo/cittadino.

Forti della consapevolezza del motto: 

non basta la Protesta … adesso è l’ora della Proposta

per dire ai movimenti tutti e a chi si astiene: 

Svegliati! Uniamoci! … E riprendiamoci l’Italia

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Sembra che le premesse e la buona volontà ci siano tutte.  

Speriamo nei risultati. 

Antonio Vox  

Presidente di Sistema Paese – Economia Reale e Società Civile

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