Ucraina, Actionaid in prima linea per chi arriva in Campania, Calabria e Puglia

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 L’escalation di violenze del conflitto in Ucraina ha innescato un drastico aumento dei bisogni umanitari: oltre due milioni di persone sono già fuggite nei paesi confinanti, dove sono al lavoro le organizzazioni umanitarie come ActionAid.

Siamo di fronte al più grande esodo di rifugiati in Europa degli ultimi decenni e altri milioni potrebbero presto aggiungersi nelle prossime settimane. A tutte loro va garantita protezione e accesso al sostegno umanitario. In Polonia, dove la quota di rifugiati è arrivata a 1 milione 200mila persone, stiamo fornendo aiuti umanitari immediati alle famiglie in fuga, spesso composte solo da donne e bambini. In Italia, con il progetto Sweet – Supporting Women in Emergency with Environnement of Trust ActionAid è attiva a Napoli, Corigliano-Rossano (CS), Ginosa (TA) e Grottaglie (TA), territori dove già opera in stretto contatto con comunità provenienti da Ucraina, Russia e Bielorussia.

L’intervento si strutturerà in diverse fasi. Una volta mappati i bisogni delle donne e bambini in arrivo dall’Ucraina si potrà offrire loro un aiuto concreto. Oltre alla distribuzione di beni materiali come generi alimentari, kit per la prima infanzia, vestiti e kit igienici e di cura della persona il nostro intervento li sosterrà con un supporto socio-psicologico per aiutarli a superare il trauma vissuto. Grazie al servizio di assistenza legale faciliteremo l’accesso ai servizi pubblici come quelli sanitari, l’inserimento lavorativo, abitativo e, per i bambini, scolastico. Infine, verrà fornita mediazione linguistico-culturale e verranno realizzati corsi di italiano.

Un ruolo centrale sarà svolto dalle comunità locali già presenti nei territori, con cui ActionAid già collabora, che saranno coinvolte in prima persona nell’organizzazione e implementazione delle attività di supporto e accoglienza.   ”L’esodo a cui stiamo assistendo riguarda in gran parte donne e madri con bambini in condizioni di vulnerabilità a cui va tutta la nostra attenzione e sostegno. Con il nostro intervento in Campania, Calabria e Puglia vogliamo sostenerle nel ricostruirsi un equilibrio e una nuova normalità, aiutandole a creare una rete di relazioni e facilitando l’inserimento lavorativo.

Ma non ci dimentichiamo dei bambini, a cui vogliamo restituire quella serenità così bruscamente tolta mettendo al centro i loro bisogni e diritti. Lo potremo fare anche grazie alle comunità già presenti nei territori, che avranno un ruolo fondamentale nell’affiancarci in questo percorso di accoglienza e ricostruzione dei legami di fiducia”, dichiara Katia Scannavini, vicesegretaria generale ActionAid Italia. ”Ho sentito con messanger mia figlia. Studia all’università a Kiev ma adesso deve solo studiare come salvarsi la vita. Vorrebbe venire qui in Italia ma è già andata per tre volte ai treni e non è riuscita a salire perché danno priorità alle famiglie con i bambini. Lei è giovane e forte ha 27 anni, ma è la mia unica figlia. Io non dormo la notte al pensiero di quello che sta vivendo.

Ha paura, tanta. Voglio aiutare mia figlia a partire, ma non so come si può fare. Se riuscisse a venire, io non saprei neanche dove farla dormire perché io vivo con questi signori anziani non ho neanche una stanza per lei. Ma almeno sarebbe lontana dalla guerra…” afferma Tatiana, originaria di Kiev e in Italia da 10 anni.

Dal 2021, tramite gli sportelli per il diritto all’abitare e per il diritto allo studio realizzati nell’ambito del progetto Yalla! Social Community Services, ActionAid a Napoli ha raggiunto persone di numerose nazionalità, in gran parte donne provenienti da Ucraina, Russia e Bielorussia. In Calabria e Puglia, dal 2019 ActionAid è impegnata nel programma Cambia Terra, che interviene a favore delle donne impiegate in agricoltura – provenienti da Ucraina, Romania, Bulgaria e Polonia – affinché i loro diritti vengano riconosciuti dalle comunità e dalle istituzioni.

  Le donne delle comunità interessate dal conflitto e coinvolte nei percorsi di ActionAid saranno protagoniste delle attività di accoglienza e ricostruzione dei legami di fiducia. Sweet simboleggia anche l’impegno nel ricucire un tessuto relazionale messo in crisi dal conflitto, aiutando le comunità già radicate nel nostro Paese a superare le possibili tensioni. In Italia, con oltre 235.000 presenze, quella ucraina è la quinta cittadinanza per numerosità; la Campania è, dopo la Lombardia, la seconda regione per presenza di cittadini ucraini. Tuttavia, se in Lombardia la popolazione ucraina rappresenta solo il 4,6% del totale della popolazione straniera residente nella regione, in Campania invece l’incidenza è pari al 16,5% portando la comunità ucraina a essere la prima cittadinanza straniera residente. Si tratta di una popolazione con forte prevalenza femminile: donne prevalentemente senza partner, con o senza figli, con titoli di studio medio-alti e occupate nei servizi di assistenza alle famiglie italiane.

In Calabria, la popolazione ucraina è pari a 5.720 persone (6,2% della popolazione ucraina in Italia), di cui 4.304 sono donne. Nella Piana di Sibari, in particolare, la cittadinanza ucraina è la prima per numerosità rispetto alla popolazione straniera, la cui presenza colloca Cosenza come la provincia a maggior incidenza regionale: i dati restituiscono una presenza di 1.800 cittadini ucraini, di cui 370 residenti nel Comune di Corigliano-Rossano calabro (CS). In Puglia la comunità ucraina è la quinta più rappresentata: sono stabilmente residenti 2.791 cittadini ucraini, di cui 2.173 sono donne.

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