‘Quanto resta della notte’, il debutto di Nichi Vendola a teatro

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“Ciascuno può narrare la propria dura notte e la fatica dell’attesa della luce, l’impazienza dell’alba”. A parlare con l’Adnkronos è Nichi Vendola, già deputato di Rifondazione comunista e presidente per 10 anni della Regione Puglia.

Si intitola, appunto, ‘Quanto resta della notte’, una citazione biblica, lo spettacolo, suddiviso in otto capitoli poetici, con cui il fondatore di Sinistra, Ecologia e Libertà debutta oggi in teatro al Piccinni di Bari. Qualcuno ha scritto che l’ex presidente “diventa poeta”, forse dimenticando che ha sempre scritto poesie, pubblicate nel corso del tempo in alcune raccolte. La novità, probabilmente, risiede nel fatto che stavolta questi componimenti contenuti nella raccolta Patrie, edita da Il Saggiatore, che comprende liriche sia già note che inedite, vengono portati a teatro e che sarà lo stesso Vendola, come un vero attore, a leggerli, sostenuto da una regia e accompagnato dalla musica di Populous e dai video di Mario Amura.

La ‘prima’ di ‘Quanto resta della notte’ al Piccinni fa registrare da alcuni giorni il ‘tutto esaurito’.

“Porto in scena un monologo che è una riflessione sui temi che affronto nel mio libro ‘Patrie’ – spiega Vendola – Reciterò poche poesie, alcune anche inedite. Ovvio che il monologo avrà un suo stile letterario, potremmo definirlo pasolinianamente un ‘comizio d’amore’. E lo porterò ovunque sarà richiesto”Cosa c’entra questa esperienza a teatro con quella politica? “Potrei cavarmela con una battuta – continua Vendola – e dirle che quando la politica diventa un teatrino, allora è meglio il teatro, il luogo che conferisce una solennità sacrale alla politica. Comunque, ogni volta che ci poniamo in relazione con gli altri noi facciamo politica, parlare della vita e della morte dinanzi ad una platea affollata è un gesto politico. Certo, lontano mille miglia dal propagandismo degli agit-prop”.

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