Una targa per ricordare Ahmed Saki, il bracciante morto di freddo lo scorso anno a Barletta

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Poco più di un anno fa, il 15 febbraio 2021, fu trovato morto dagli altri migranti con i quali condivideva un giaciglio. Stamani, sotto la stessa pioggia e con lo stesso freddo di quel giorno, alcuni volontari, sono tornati in quel luogo, sul lungomare di Ponente a Barletta, per dedicargli una targa e lasciare dei fiori.

Il luogo è l’ex stazione della teleferica. Un tempo serviva per portare il sale dalle saline di Margherita di Savoia al porto. Da decenni inutilizzato, è diventato un rifugio per braccianti stranieri. Ahmed Saki, originario del Marocco, era uno di loro e aveva 47 anni l’anno scorso, quando fu trovato morto a causa del freddo in quel rifugio di fortuna. Fu necessario l’intervento dei vigili del fuoco per portare fuori il suo corpo, la pioggia aveva reso inaccessibile la struttura.

Per denunciare le condizioni in cui quei migranti – per lo più braccianti agricoli – vivono, i volontari hanno apposto una targa, con su scritto “In ricordo di una persona da non dimenticare”, Saki Ahmed, Khzarra Marocco, 01/01/1974 – Barletta, 15/02/2021, e deposto dei fiori, ma anche per denunciare il degrado di quel luogo e il fatto che ancora ci siano persone che lo usano come riparo.

“Siamo qui perché la sua morte non sia inutile, affinché’ questo cessi e a queste persone venga dato un posto decoroso in cui dormire”, ha detto il presidente dell’ambulatorio popolare Cosimo Matteucci. “Torneremo qui con le altre associazioni e comitati – ha aggiunto Matteucci – per fare pressione perché questa situazione deve finire per Ahmed Saki e per tutti quelli che vivono qui dentro, per dare attenzione alle persone più deboli”.

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