Andria, randagismo problema trascurato: la Prefettura aveva già chiesto dei chiarimenti

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Le conseguenze del gravissimo episodio registrato nel Parco Giovanni Paolo II di Andria, con la reclusione di ben 6 cani per un’intera notte, fanno registrare prese di posizione ed ulteriori elementi di riflessione.

Dalle pagine dei giornali arrivano anche i quesiti dei giornalisti che non esitano a porsi domande su come sia potuto accadere quanto è accaduto e di chi le eventuali responsabilità. Mentre alla Asl le bocche sono cucite altrettanto insufficienti sono gli elementi finora forniti dalla Polizia Locale che finora avrebbe solo dichiarato sulla stampa: “l’operazione è avvenuta in un momento in cui l’ASL BT non era in grado di intervenire per la loro cattura”. Una frase ambigua che alimenta ulteriori dubbi sulle modalità con le quali si è proceduto dall’inizio, cioè dal momento in cui, non si sa da dove, i cani sono entrati nel Parco, fino alla loro cattura, in tarda mattinata del giorno dopo.

Dopo l’intervento del Comitato di Quartiere Europa e del Forum Animalista Andria non tarda ad arrivare la reazione dei volontari dell’Associazione “Io Ci Sono!”, la quale proprio per conto del FAA aveva sin dal mese di ottobre scorso richiesto un incontro all’Amministrazione comunale sul tema del randagismo, avendo peraltro soluzioni che avrebbero potuto addirittura evitare il dramma di sabato 19 febbraio e di domenica 20. Una richiesta di incontro che non è mai stata riscontrata da Palazzo San Francesco, neppure dopo lo specifico intervento da parte della Prefettura di Barletta Andria Trani.

A tal proposito il Presidente dell’Associazione, Savino Montaruli, ha dichiarato: “avevamo segnalato alla Prefettura la delicatezza della situazione conoscendo benissimo la problematica, al contrario di chi invece ha fino ad oggi trascurato le conseguenze. Una preoccupazione che portò il sottoscritto ad inviare una specifica nota al Prefetto della Provincia BT il quale, con il proprio Ufficio della Protezione Civile, a firma del Capo di Gabinetto dott. Caccavone, inviò una richiesta indirizzata al Sindaco ed al Comandante della Polizia Locale del comune di Andria invitandoli a prendere atto della mia lettera al fine di assumere “interventi urgenti” in relazione al randagismo nella città di Andria. Nonostante quella lettera della Prefettura ad Andria hanno continuato a far finta di nulla senza mai riconvocare il Tavolo già avviato e senza mai dare riscontro alla nota degli Animalisti preoccupati per le sorti degli animali abbandonati a se stessi che sono riusciti a salvarsi ed a sopravvivere per l’esclusivo intervento dei tanti volontari ormai sfiduciati ed esasperati da questa trascuratezza e soprattutto dalle tantissime omissioni e mancato rispetto di norme e di procedure da parte degli Enti Pubblici. Una situazione che ora è sotto la lente di chi sta indagando e che dovrebbe dare le risposte da tutti tanto attese, anche dal mondo giornalistico che ha acceso un importante riflettore sul caso”.

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