A Ognissanti a Trani protagonisti i sensi e la convivialità che li sintetizza tutti.

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Il tatto inteso come uno dei cinque sensi, tema delle cene sensoriali a Ognissanti, ma anche inteso come “ con-tatto”, tatto come delicatezza nell’ accogliere, tatto come senso di percezione del cibo e non solo. 

Abbiamo visitato la struttura che si sta facendo conoscere oltre i confini cittadini e regionali, accolti con la massima professionalità e competenza  da tutto lo staff della struttura. 

Grande gradimento sta riscuotendo il ciclo di cene esperienziali con ospite d’eccezione la convivialità. Connettersi al mondo attraverso il tatto è stato il  tema della terza cena sensoriale de “I 5 sensi + 1”.

La location sorge sul magico porto di Trani in un palazzo storico, facilmente individuabile dal gigantesco albero che svetta imponente e che attraversa tutto il cortile interno, sede del ristorante, afferente ad una struttura polifunzionale avendo anche al piano superiore raffinate camere dotate di ogni confort e una spa molto bella. 

Si ci connette immediatamente all’entrata avvolti dalla bellezza ed originalità del concept, oltre che da una atmosfera rilassante, grazie ad effetti di luci e musica. Ci si guarda attorno ammirando le pareti con opere d’arte, i complementi di arredo originali, come la luce scultura sul tavolo creata da un artista, il soffitto seguendo il tronco dell’albero con lo sguardo.

Abbiamo poi avuto modo di ammirare una delle suite con affaccio sul porto e che trasmetteva eleganza e calore al visitatore per la cura degli arredi.

Lo staff poi ti accoglie mettendosi a completa disposizione per soddisfare qualsiasi esigenza del cliente. Io ho avuto la fortuna, perchè il dietro le quinte è sempre molto emozionante e coinvolgente, anche se a Ognissanti si può seguire tutto dal vivo, avendo la cucina a vista, di vedere le fasi della sfilettatura si un pesce gigante, mentre lo chef mi spiegava ogni passaggio.

Ma non basta, ho avuto il privilegio di seguire l’impiattamento delle portate che sarebbero state servite durante la cena, pensata in maniera veramente originale avendo la tematica i cinque sensi.

Una atmosfera informale, rilassata ha segnato in positivo la serata perfettamente organizzata durante un brefing in cui sono stati definiti compiti ed incarichi. E’ stato un vero e proprio viaggio sensoriale in cui di volta in volta sono stati protagonisti i sensi dalla vista all’udito, dal tatto all’olfatto mentre si gustavano delle portate veramente originali e innovative, basate sulla tradizione pugliese e rielaborate dal team di cucina di Ognissanti.

Impeccabile il servizio: ogni piatto e vino è stato illustrato con dovizia di particolari spaziando dalla storia alla provenienza, ricevendo consigli su come gustarlo al meglio. La qualità ha caratterizzato ogni portata insieme alla scoperta. Molto divertente  stato scoprire cosa ci fosse nella scatola magica: un box sfiziosissimo e goloso. Ogni piatto nascondeva un segreto da scoprire, per esempio lo spritz da mangiare,  e assaporare con il tatto. La cena infatti non prevedeva l’uso di posate e anche questo gioco  stato vi assicuro molto coinvolgente, come intingere il pane nell’ olio buonissimo o fare la scarpetta ( non si poteva proprio evitare).

Abbinamenti originali, massima cura e attenzione a ogni particolare, grazie all’esperto organizzatore della formula conviviale, ma anche allo staff di sala e cucina perfettamente coordinato tra loro.

Gli chef Danilo Partipilo e Fabio Palumbo, assieme alla brigata, hanno proposto un menu ispirato al tatto e alle diverse consistenze in cucina, dal fish and chips alla lasagna croccante, dal cannolo con stracotto di manzo, cima di rapa e mandarino, al dessert.

Un menu accompagnato, oltre che dal ‘nettare vino’ con d’Araprì, Cos, I Mandorli, Le vignoble du reveur, anche da drink studiati ad hoc dal bar manager Andrea Malcangio: “Spritz da mangiare” con Aperol infuso al lampone prosecco, essenza di arancia e “ChoccoMartini” con vodka, caffè, liquore alla nocciola.

Fra una portata e l’altra, una chiacchiera, una spiegazione del sommelier o dei giovani e qualificati addetti al servizio sala, i piacevoli convenevoli del gestore della struttura che illustrava la storia del palazzo e l’approvviggionamento del pesce, la serata è volata via.  

Una ultima incursione in cucina, la foto di rito con lo staff,  i complimenti meritati e i sorrisi di chi si impegna a regalare con la cucina emozioni, sono dei momenti empatici bellissimi fra cliente  – giornalista  che ti porti poi dentro.

Abbiamo anche scoperto il famoso sesto senso, quello della convivialità, di ciò che sostanzialmente permette di essere in armonia con il prossimo e che per troppo tempo avevamo dimenticato.

                                             Paola Copertino

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