Bitonto. A.S.P. Maria Cristina: un buco da 1 milione di euro e niente soldi per gli ex dipendenti. Presidente Emiliano che fai?

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Il Maria Cristina di Bitonto è un palazzone davvero imbarazzante: brutto, vecchio, malandato, senz’anima. Eppure ha visto periodi radiosi. Ha dato asilo alle ragazze madri, ha dato sostegno alle famiglie bisognose, ha dato posti di lavoro. Era un fiore all’occhiello. Oggi è appassito e con tanti pidocchi come una vecchia quercia che sta per morire. E la colpa di chi è?

La Regione Puglia nel lontano 2000 con legge 328 riorganizzò il sistema delle Ipab, trasformandole in A.S.P. (azienda dei servizi alle persone) conferendo al nuovo istituto una vita propria. Ma ahimè ancorché mossa dalle buone intenzioni quasi tutte le ASP in Puglia sono in difficoltà.

A Bitonto il Maria Cristina ha lasciato solo macerie e debiti: 1.000.000 di euro e tutti i dipendenti senza un euro a loro spettante. E’ bene ricordare che per ben due anni non è stato versato nessuno stipendio ai lavoratori, nessuno.

Tuttavia a seguito di corsi e ricorsi, fortunatamente i lavoratori superstiti del Maria Cristina sono stati tutti collocati in altre strutture pubbliche. Meno male diremmo.

E il pregresso maturato? In termini di soldoni sono parecchi. L’avv. Tampoia che cura gli affari di un gruppo di creditori (tutti lavoratori) è stato da noi interpellato per conoscere i fatti. L’avv. Tanpoia con serafica convinzione ci fa sapere questo: ««Sua Eccellenza il Governatore, perseguendo pervicacemente solo il proprio “credo politico ed amministrativo”, oltre a porre nell’oblio tutti i punti programmatici posti a fondamento delle Sue campagne elettorali, ha fatto molto di più…! O meglio non gestisce nemmeno i piccoli problemi del quotidiano che si presentano a quanti anziché giocare al piccolo politico si spezzano la schiena dalla mattina alla sera lavorando, cercando di sbarcare il unario nonostante i tempi difficili. Il nostro governatore, spendendo e/o contrabbandando (ipse dixit),  di qua e di là, in piena pandemia, ha reso infernali (non per COVID)  le vite dei diciotto ex dipendenti A.S.P. Maria Cristina di Savoia, nominando un Commissario che, di fatto, resta reticente alle numerosissime istanze. Ingenerosi i silenzi del Commissario A.S.P. MARIA CRISTINA DI SAVOIA rispetto ad istanze, diffide, note, inviate tutte via p.e.c., ovvero via Ufficiale Giudiziario, a firma di una decina di avvocati del foro di Bari, patrocinatori dei 18 dipendenti, nonché a firma dell’I.N.P.S. sede di Bari. “Udite, udite, gli ex dipendenti A.S.P. MARIA CRISTINA di Savoia, non avrebbero diritto a percepire il loro sacrosanto T.F.S. (trattamento di fine servizio), poiché il Commissario A.S.P. Maria Cristina di Savoia non invia i dati giuridici ed economici all’Ente I.N.P.S.”. Piuttosto che acquisire e/o cacciare ulteriori uccelli migratori, al solo fine di ampliare il Suo consenso, rendendolo apparentemente granitico, riprenda il contatto con la realtà quotidiana, il controllo della situazione amministrativa, finanziaria della  regione, l’operato dei nominati Commissari. Piuttosto che  “rimuginare ossessivamente” sul come proseguire la Sua carriera politica, l’avvocato Tampoia le suggerisce un regalo alle famiglie dei diciotto ex dipendenti A.S.P. MARIA CRISTINA DI SAVOIA, un bonifico immediato pari all’ammontare complessivo del  Trattamento di fine servizio maturato in favore degli ex dipendenti A.S.P. Maria Cristina di Savoia.

Del resto, se i malcapitati dipendenti non possono accedere al trattamento di fine servizio è solo perché il nominato Commissario non trasmette, all’Ente di competenza INPS di Bari, i dati giuridici ed economici. Il disastro nella gestione Commissariale dell’A.S.P. Maria Cristina di Savoia, ormai non si discute, le ricadute si propagano sulla qualità di vita di ognuno dei componenti delle famiglie degli ex diciotto dipendenti ed hanno un sapore amaro.»»

Governatore Emiliano possibile che dalla sua corte non ci sia una soluzione. Eppure è opinione comune che Lei sia un uomo di giustizia, o no?

Oltre duemilacinquecento anni fa Platone affermava che  l’individualismo è la tomba della democrazia.

Franco Marella

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