In arrivo altri contributi a fondo perduto per le attività commerciali (Commercio al dettaglio)

109 Visite

Il decreto Sostegni ter mette in campo una nuova tornata di contributi. La dotazione più consistente, pari a 200 milioni di euro, è assegnata al commercio al dettaglio. Ulteriori 40 milioni di euro sono destinati a bar, ristoranti, imprese di catering, imprese organizzatrici di feste e cerimonie, gestori di piscine. Altri 30 milioni di euro sono riservati alle attività chiuse in conseguenza delle misure di prevenzione adottate ai sensi del D.L. n. 221/2021, quali sale da ballo, discoteche e locali assimilati. Ulteriori fondi sono previsti a favore degli operatori del settore sportivo e della cultura.

Il nuovo pacchetto di ristori è messo in campo dal decreto Sostegni ter, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 21 gennaio. La platea dei beneficiari comprende le imprese del commercio al dettaglio, i bar, i ristoranti, le imprese di catering, le imprese organizzatrici di feste e cerimonie, i gestori di piscine nonchè le sale da ballo, le discoteche e gli operatori del settore sportivo e della cultura. (Ne parleremo appena il decreto avrà disposto i codici Ateco)

Qui di seguito i dati per le sole attività di commercio al dettaglio

Nello specifico, i contributi (disciplinati all’articolo 2) sono destinati alle imprese che svolgono in via prevalente, attività di commercio al dettaglio identificate dai seguenti codici della classificazione delle attività economiche ATECO 2007 sono in tutto 15:

– 47.19 – 47.30 – 47.43 – 47.5 – 47.6 – 47.71 – 47.72 – 47.75 – 47.76 – 47.77 – 47.78 – 47.79 47.82 – 47.89 – 47.99 

Ai fini del diritto al contributo, le imprese devono:

– presentare un ammontare di ricavi riferito al 2019 non superiore a 2 milioni di euro;

– aver subito una riduzione del fatturato nel 2021 non inferiore al 30% rispetto al 2019. Ai fini della quantificazione della riduzione del fatturato rilevano i ricavi di cui all’art. 85, c. 1, lett. a) e b), TUIR relativi ai periodi d’imposta 2019 e 2021;

– avere sede legale od operativa nel territorio dello Stato e risultare regolarmente costituite, iscritte e “attive” nel Registro delle imprese per una delle attività sopra indicate;

– non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;

– non essere già in difficoltà al 31 dicembre 2019, come da definizione stabilita dall’articolo 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, fatte salve le eccezioni previste dalla disciplina europea di riferimento in materia di aiuti Stato;

– non essere destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, c. 2, lett. d), D.Lgs. n. 231/2001.

Il contributo spettante sarà determinato applicando alla differenza tra l’ammontare medio mensile dei ricavi relativi al periodo d’imposta 2021 e l’ammontare medio mensile dei medesimi ricavi riferiti al periodo d’imposta, una delle seguenti percentuali:

– 60%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 non superiori a 400.000 euro;

– 50%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 superiori a 400.000 euro e fino a un milione di euro;

– 40%, per i soggetti con ricavi relativi al periodo d’imposta 2019 superiori a un milione di euro e fino a 2 milioni di euro.

Ai fini della quantificazione del contributo rilevano i ricavi di cui all’art. 85, c. 1, lett. a) e b), TUIR. I contributi saranno concessi nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Sezione 3.1 del Temporay Framework, ovvero, successivamente al periodo di vigenza dello stesso, del regime “de minimis” di cui al regolamento (UE) n. 1407/2013.

Al fine di ottenere il contributo, le imprese interessate dovranno presentare, esclusivamente in via telematica, un’istanza al Ministero dello sviluppo economico. Termini e modalità per l’invio delle domande saranno definite dal Ministero con apposito provvedimento, con il quale saranno fornite, altresì, le occorrenti indicazioni operative in merito alle modalità di concessione ed erogazione degli aiuti e ogni altro elemento necessario all’attuazione della misura.

Qualora la dotazione finanziaria stanziata non sia sufficiente a soddisfare la richiesta di agevolazione riferita a tutte le istanze ammissibili, successivamente al termine ultimo di presentazione delle stesse, il Ministero dello sviluppo economico provvederà a ridurre in modo proporzionale il contributo sulla base delle risorse finanziare disponibili e del numero di istanze ammissibili pervenute, tenendo conto delle diverse fasce di ricavi.

Nello stesso decreto saranno affrontati i bonus/ristori anche per le altre attività qui non menzionate.

Franco Marella

Promo