Andria, cresce l’attesa per la Fiera d’Aprile

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Pare che nessun motivo ostativo possa ostacolare il regolare svolgimento della Fiera di Aprile nella città di Andria. Stanno per scadere i termini per la presentazione delle domande di partecipazione per l’assegnazione dei 120 posteggi lungo il corso principale della città federiciana. Il 2022 quindi quale anno della ripartenza anche della Fiera di Aprile, dopo l’illegittima soppressione dell’altra Fiera Maggiore cittadina cioè la Festa Patronale, in palese violazione del relativo Regolamento comunale

Da CasAmbulanti non attendono la consueta costruzione dell’emergenza burocratica che caratterizza negativamente l’attività del Suap di Largo Grotte su spinta politica e il Presidente Savino Montaruli dichiara: “manca poco al termine ultimo per la presentazione delle istanze di partecipazione alla storica e tradizionale Fiera di Aprile in Edizione di Ripartenza 2022. Centinaia di imprese e di famiglie che attendono la ripartenza della Fiera commerciale da tenersi sul corso principale cittadino. Ormai pare che qualunque forma di restrizione, anche precauzionale, sia sparita nella città di Andria. persino la pista di pattinaggio sul ghiaccio nel Quartiere Europa è ancora al suo posto, sostenendo immani costi sia per l’occupazione del suolo pubblico, con il comune che incassa, sia per energia elettrica e altri costi di gestione di un’attività economico – commerciale di tale portata. Questo a dimostrazione che, nonostante la città sia stracolma di contagiati, soprattutto giovani, in un clima di invito a fare baldoria con salti, salterelli, rincorse, cadute, risate e piroette, come scrisse scioccamente un uomo di palazzo alcune settimane, senza alcun pudore, con la conseguenza che oggi la città si trova in queste condizioni. Al di la della propaganda politica, che come quel ghiaccio ormai si sta sciogliendo sotto i pedini di attori ed attrici di quarta serie, resta la grande incognita: dal Palazzo continueranno a mistificare la realtà come hanno fatto finora o si decideranno a diventare persone con un minimo di statura istituzionale che si assumano direttamente le responsabilità di governare una comunità? A quanto pare l’andazzo stenta a cambiare rotta e non si esclude un ulteriore inasprimento degli animi proprio a causa di questa becera abitudine di cambiare sempre le carte in tavola, a proprio piacimento e secondo compiacimento. Questo è tipico di chi non ha carte da giocare se non quelle truccate dall’ipocrisia e dell’ostentazione del nulla aggravata dal servilismo degli inutili sempre pronti e disponibili a fare gli yesman al servizio del potere polisindscale”

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