Il fallimento del mercato della befana anticipato a Canosa, la parola agli ambulanti

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Altro che le dichiarazioni lette sugli Organi di Informazione del tipo: “mercato anticipato a Canosa, bene l’afflusso, cresce il settore ambulante”; oppure “l’amministrazione ha ritenuto, al di là della normativa comunale, di andare incontro alle richieste delle associazioni Confesercenti, Confcommercio, Federcommercio motivate da opportunità economiche a vantaggio dei consumatori e degli operatori del settore”; o peggio come ha dichiarato qualche altro polisindacalista: “ho potuto constatare personalmente che l’afflusso di consumatori è stato più che soddisfacente e anche il ritorno economico per gli ambulanti” piuttosto che le dichiarazioni infantili di ha scritto o si è fatto scrivere: “capisco che la sconfitta brucia ma posso garantire che la richiesta delle tre sigle sindacali più rappresentative di anticipo del mercato è stata fatta nel rispetto delle regole e ascoltando le richieste dei nostri associati. Insieme andiamo avanti per la nostra strada”.

Dichiarazioni che fanno adirate i concessionari di posteggio del mercato di Canosa, anche quella decina che hanno operato mercoledì 5 gennaio in seguito alla illegittima anticipazione del mercato della Befana sostenuta dai Confsociati, che dialogando con la Federazione Ambulanti di Unionecommercio Puglia hanno esternato: “un mercato fallimentare che mai si era visto prima d’ora. Altro che “cresce il settore”.

“In questo modo questi personaggi ci portano alla fame. Mistificare in questo modo la realtà è un’aggravante, specie se quelle dichiarazioni vengono inviate agli Organi di Informazione che potrebbero recarsi giovedì prossimo al mercato di Canosa di Puglia e verificare il fallimento di quel mercato anticipato al 5 gennaio senza alcuna consultazione, contrariamente a quanto affermato falsamente da pseudo rappresentanti che non fanno l’uovo neppure nelle città da dove provengono per occuparsi di Canosa”.

“I dati sono lampanti e tutti sanno di cosa si stia parlando. Non intendiamo essere strumentalizzati da chi cerca visibilità polisindacale utilizzando il nostro diritto al lavoro negato a Canosa anche a causa delle loro compiacenze. Potremmo davvero chiedere i danni economici subiti ma anche per la violazione dei nostri diritti.

Bene hanno fatto le altre Associazioni di Categoria, come CasAmbulanti ed UniPuglia, ad accogliere, invece, la nostra richiesta di regolare svolgimento del mercato, come per legge, e male hanno fatto dal comune di Canosa a non attuare la legge come richiesto da noi tramite le nostre Associazioni di vera Rappresentanza e non di autoreferenzialità scritta sul cartone bagnato, come quello delle banane che abitualmente usiamo al mercato per metterci dentro i rifiuti a fine giornata”.

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