Andria come Kabul. Comitato quartiere Europa: “quale piano di sicurezza? Quale azione preventiva?”

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A tutte le buone intenzioni, i proclami, le ordinanze sindacali lavacoscienza dell’ultim’ora, inutili e banalizzate, si contrappone la città del “tutto si può fare”. Una vigilia esattamente identica a tutte quelle degli anni precedenti, con moltissime aggravanti. In dialetto andriese si direbbe: “nan’à cangoit n’nd” (non è cambiato nulla).

Infatti i cittadini si attendevano che segnali di profonda trasformazione in positivo giungessero dalla nuova esperienza amministrativa invece nulla di nulla. Andria ancora una volta come Kabul.

L’episodio criminoso consumatosi nel Quartiere Europa, addirittura in orario serale con persone e veicoli ancora in giro per la città quindi un aumentato pericolo di ferimenti o di tragedia per fortuna evitate, dimostra la spudoratezza e il senso di impunità di chi ha commesso tale gesto criminoso che solo per un caso non si è trasformato in qualcosa di irreparabile qualora in quel momento, in quel luogo, si fossero trovate delle persone.

A sottolineare la gravità dell’episodio ma anche le condizioni della salute pubblica in cui la città di Andria si è venuta a trovare nella notte di San Silvestro, è Savino Montaruli, Coordinatore del Comitato Quartiere Europa di Andria, Associazione regolarmente iscritta nell’Albo comunale delle Associazioni, storica componente della 4^ Consulta Ambiente della città di Andria.

“All’assessore alla Sicurezza della città di Andria, il quale ha dichiarato che quel gesto criminoso gli ha rovinato il cenone di capodanno, va tutta la nostra solidarietà ma anche noi ci siamo rotti i co…techini e le nostre denunce di una delinquenza diffusa, generalizzata, incontrollate continuano a restare inascoltate. Quale azione preventiva? Quale azione formativa se non ordinanze lavacoscienza che non danno alcun risultato?

La realtà è sotto gli occhi di tutti. Qual è stato il Piano di prevenzione attuato in occasione del fine anno? Quali forze aggiuntive sono state messe in campo? Dove? Chi si affaccia solo ora alla gestione politico-amministrativa della città, con una promessa di cambiamento rimasta ampiamente disattesa, dovrebbe conoscere la storia di questa città.

Una città che non è e non può essere un palcoscenico a cielo aperto dove ognuno recita una parte senza conoscere quale sia il copione degli altri attori ed attrici sulla scena. Se Andria ha continuato, esattamente come in passato, a dimostrarsi la città dell’impunità diffusa, la notte di San Silvestro si è dimostrata essere anche molto più inquinata.

Le rilevazioni effettuate nel pomeriggio della vigilia e quelle realizzate nella notte di capodanno, dopo i “bombardamenti” che hanno illuminato a giorno la città federiciana in tutti i suoi quartieri, restituiscono risultati drammatici e parlano inequivocabilmente di una città malata dove a rischio sono i suoi cittadini, specie i più fragili, in un delicatissimo momento per la salute pubblica dove sarebbe interessante quali ulteriori danni abbiano fatto quei fuochi sparati all’impazzata e quell’aria insalubre, carica di agenti inquinanti che gli apparecchi hanno registrato quella notte.

Ci sarebbe persino da chiedersi che conseguenze abbia potuto avere quell’aria irrespirabile, dall’odore acre disperso nell’aria insieme ai fumi mescolati a banchi di nebbia che si sono visti in città, su coloro che già stanno combattendo contro una malattia che continua a disseminare contagi? Sono molti i cittadini che hanno accusato fastidi irritanti alle vie respiratorie in quella notte tutta da dimenticare, irriguardosa altresì delle fragilità vissute dagli animali sofferenti ed indifesi.

Se tutto questo possa persino passare inosservato senza neppure vedersi riconosciuto un piccolo passaggio della commedia in scena, allora crediamo che il cenone di San Silvestro non sia stato rovinato solo al caro assessore che, bontà sua, potrebbe tranquillamente rifarsi all’Epifania. Una Befana che sta già facendo un grande rifornimento di carbone nero, nerissimo da distribuire in quantità industriale” – ha concluso Montaruli.

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