Andria, Natale senza suoni: vietati tutti i dj set per la vigilia di Natale. Protesta Unibat

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Si prospetta una vigilia di Natale incolore e senza musica nelle strade di Andria. Motivo che crea il grande disappunto dell’Unibat, che con un suo comunicato si oppone a questa decisione da parte dell’amministrazione comunale federiciana.

IL COMUNICATO 

Sono entrate ormai nel vivo le festività natalizie e l’amministrazione comunale andriese è corsa ai ripari per evitare il diffondersi dei contagi. La notizia sta facendo velocemente il giro della città, soprattutto attraverso i social ed il gruppi dedicati: Andria perde la sua storica tradizione economica, culturale e ludica rappresentata negli anni dai flussi di avventori che, specie in alcune giornate prenatalizie, affollavano la città federiciana mettendo in moto un’enorme mole di economia diffusa, a soddisfacimento di svariati comparti commerciali, turistici, dei servizi e del terziario.

La decisione assunta improvvisamente dall’Amministrazione comunale cittadina non piace proprio. Il divieto di diffondere musica per le principali strade dello shopping alla Vigilia del Santo Natale sembra una ulteriore decisione frutto dell’improvvisazione, la stessa improvvisazione che determinò la soppressione della Festa Patronale commerciale su corso Cavour salvo poi concedere tutto il resto e persino un mese di Luna Park. Una decisione assunta senza alcuna forma di concertazione ed unilateralmente mentre, contestualmente, si resta in silenzio di fronte alla diffusione di materiale pubblicitario che invita ai mercatini all’interno del Centro Commerciale, al chiuso. Assurdità su assurdità che ormai mettono a nudo le enormi difficoltà amministrative, gestionali e politiche in una città che sta scivolando ancor di più verso un punto di non ritorno, umiliata anche di fronte alle realtà vicine che comunque danno segnali di orgogliosa resistenza. Dall’Associazione Unibat non le mandano a dire ed ancora una volta evidenziano la necessità di una svolta immediata. Il governo della città non può continuare ad essere succube di incertezze e di pressapochismo. Fra qualche settimana, a gennaio, ai Pubblici esercenti cominceranno a giungere i pagamenti del nuovo canone Unico Patrimoniale (ex Tosap per le occupazioni esterne ai locali) e la botta sarà dura, durissima. Se poi l’obiettivo è quello di desertificare la città invitando tutti ad andare a godersi la vita e la ripartenza altrove allora qualcuno ci sta riuscendo benissimo, in perfetta continuità con quel passato il cui ricordo è ancora presente in tutti i cittadini. Cambiare abito per non cambiare la testa.

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