Morto dopo aver difeso amica: aggressore torna in carcere

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Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio volontario e atti persecutori e’ stata emessa dal Gip del Tribunale di Trani a carico di Domenico Bellafede, il 36enne che nella notte tra il 13 e il 14 novembre ha pestato un 50enne di Canosa di Puglia, Cosimo Damiano Bologna, morto dopo due settimane in terapia intensiva. La vittima avrebbe avuto la colpa di aver difeso una sua amica dalle molestie del 36enne. A richiedere la nuova misura restrittiva nei confronti del 35enne, gia’ destinatario di un provvedimento analogo per le accuse di minaccia, lesioni gravi e atti persecutori, e’ stata la Procura di Trani. Secondo quanto ricostruito dagli agenti del commissariato di Canosa di Puglia, nella notte tra il 13 ed 14 novembre Bellafede aveva trovato la donna all’interno del bar in compagnia di Bologna. A quel punto aveva aggredito e minacciato l’uomo. Dal locale l’aggressione era proseguita per strada, fino a quando Bologna non era finito per terra. A quel punto Bellafede era fuggito a bordo della sua Jeep, mentre Bologna veniva soccorso da diverse persone e poi trasportato all’ospedale di Andria in gravi condizioni. Il 20 novembre il Gip aveva emesso la prima misura cautelare in carcere nei confronti di Bellafede, mentre Bologna era ancora ricoverato in ospedale. Ma dopo alcuni giorni gli erano stati concessi i domiciliari. Il 30 novembre, dopo la morte del 50enne, la Procura ha richiesto una nuova la misura cautelare in carcere per omicidio volontario, avallata dal Gip.

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